Aggressione a un medico, l’appello del territorio: “Difendere chi cura e ripensare la sanità, ora”
L’aggressione a un medico riporta al centro il tema della sicurezza dei sanitari e delle criticità del sistema sanitario locale, rilanciando la necessità di interventi strutturali e di un impegno condiviso per migliorare i servizi.

L’aggressione ai danni del dottor Sulla, professionista da anni impegnato sul territorio, rappresenta un episodio grave che richiama l’attenzione sul tema della sicurezza degli operatori sanitari e sul clima che circonda la sanità pubblica. La violenza, sottolinea il Presidente del Centro Storico, deve essere condannata con fermezza e senza alcuna giustificazione. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle forze dell’ordine per l’impegno profuso nel garantire sicurezza e legalità, anche grazie al coordinamento della Prefettura.
L’episodio diventa inoltre occasione per una riflessione più ampia sulle criticità strutturali del sistema sanitario locale. Tra i temi evidenziati vi è la necessità di completare l’attivazione della sala di Emodinamica presso l’ospedale San Giovanni di Dio, struttura attesa da tempo e considerata strategica per il miglioramento dell’assistenza. Parallelamente, il pronto soccorso continua a risentire della carenza di personale medico, nonostante gli interventi di miglioramento degli spazi.
Particolare attenzione viene posta anche sulla medicina territoriale, che se adeguatamente organizzata potrebbe ridurre il sovraccarico dei pronto soccorso e garantire risposte più efficaci ai cittadini. Tra le priorità indicate emerge inoltre il rafforzamento dei servizi di supporto psicologico, soprattutto per i giovani, sempre più esposti a forme di disagio.
Nel quadro generale, si sottolinea il ruolo delle istituzioni locali e la necessità di un impegno condiviso tra amministrazioni, operatori sanitari e comunità, affinché la sanità torni a essere un ambito di collaborazione e non di conflitto, restituendo fiducia a chi cura e a chi ha bisogno di essere curato.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


