Biathlon, l’Italia “apre” con Giacomel: staffetta mista da gara-manifesto
Nella staffetta mista l’Italia si affida a Tommaso Giacomel in prima frazione, poi Hofer e Wierer, con Vittozzi a chiudere. Scelta che fotografa gerarchie e ambizioni.

Nel biathlon la staffetta è la prova che racconta un Paese: non solo il singolo, ma la somma di velocità, sangue freddo e precisione al poligono. La staffetta mista richiede equilibrio tra ritmo sugli sci e gestione degli errori al tiro. A livello olimpico, l’ordine delle frazioni è una scelta strategica che rivela la fiducia nello stato di forma. L’Italia ha deciso di schierare Tommaso Giacomel in prima frazione nella staffetta mista. Seguiranno Lukas Hofer e Dorothea Wierer, mentre Lisa Vittozzi sarà incaricata di chiudere. La scelta valorizza Giacomel come apripista e affida la chiusura a un’atleta di grande esperienza e solidità come Vittozzi. La gara sarà un test immediato di competitività e gestione della pressione. Un risultato positivo può dare spinta al resto del programma del biathlon, mentre eventuali difficoltà aiuteranno a calibrare strategie e materiali per le prove individuali. La Calabria, regione di sportivi e appassionati, segue con interesse le discipline invernali anche per l’effetto indiretto: maggiore visibilità dei Giochi significa più attenzione nazionale su impianti, turismo e sviluppo sportivo, con possibili ricadute anche nel Sud.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


