Caduta, attacco rotto e 400 metri di corsa con lo sci in mano: l’immagine simbolo della staffetta
Durante la staffetta di fondo, Ebba Andersson rompe l’attacco dopo una caduta e corre per circa 400 metri per raggiungere un tecnico. Episodio che rallenta la Svezia.

È una di quelle scene che diventano il volto di un’Olimpiade: la fondista svedese Ebba Andersson costretta a correre con uno sci solo, l’altro in mano, per non far perdere tempo alla squadra. Nelle staffette, un problema tecnico può compromettere l’intera gara. Gli attacchi degli sci, sollecitati da discese e curve, possono cedere soprattutto dopo una caduta. Durante la staffetta femminile 4x7,5 km, Andersson cade e, dopo un secondo episodio in discesa mentre inseguiva una sciatrice norvegese, rompe l’attacco dello sci. A quel punto corre per circa 400 metri con uno sci solo e l’altro in mano, fino a raggiungere il primo tecnico disponibile sul percorso. L’incidente rallenta in modo significativo la gara svedese; in quel momento la Svezia era terza. L’episodio riaccende l’attenzione su materiali e gestione dell’assistenza in gara: nei grandi eventi, la rapidità d’intervento fa spesso la differenza tra medaglia e rimpianto. Per la Calabria, è un promemoria potente: nello sport come nella vita quotidiana, la reazione agli imprevisti conta quanto la preparazione. E racconta anche l’importanza di tecnici, artigiani e professionisti “dietro le quinte”, un modello replicabile nelle realtà sportive locali.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


