Mediterraneo, tragedia silenziosa: allarme sui migranti dispersi e sui ritrovamenti lungo le coste calabresi
I ritrovamenti di corpi lungo le coste calabresi e i dati sui migranti dispersi durante il ciclone Harry riaccendono l’allarme sulla tragedia umanitaria nel Mediterraneo e sulla necessità di maggiori interventi di soccorso e prevenzione.

Il recente ritrovamento di corpi lungo diverse località costiere calabresi, tra cui Scalea, Amantea, Paola e Tropea, riaccende l’attenzione pubblica sul dramma delle migrazioni nel Mediterraneo centrale e sulle condizioni di estrema vulnerabilità dei migranti che affrontano le rotte marittime. La situazione, secondo quanto evidenziato da organizzazioni sindacali e umanitarie, si inserisce in un contesto più ampio segnato da eventi climatici estremi e dinamiche migratorie complesse, che avrebbero contribuito ad aumentare il numero di dispersi in mare.
Dati diffusi da organizzazioni impegnate nel soccorso e nel monitoraggio delle rotte migratorie indicano che, durante il periodo interessato dal ciclone Harry, potrebbero essere centinaia i migranti dispersi nel Mediterraneo, con partenze segnalate da diverse aree della costa tunisina, in particolare da Sfax, tra la metà e la fine di gennaio 2026. Le condizioni meteo avverse, caratterizzate da mareggiate intense e venti ciclonici, avrebbero aggravato i rischi per le imbarcazioni di fortuna utilizzate nelle traversate.
Il quadro delineato richiama alla memoria precedenti tragedie del Mediterraneo e alimenta il dibattito sulle politiche migratorie, sulla sicurezza in mare e sull’efficacia dei sistemi di soccorso. In questo contesto, viene sottolineata la necessità di un’attenzione istituzionale costante e di un rafforzamento delle strategie di prevenzione, monitoraggio e assistenza umanitaria, affinché il fenomeno migratorio venga affrontato con strumenti adeguati sul piano umanitario, sociale e internazionale.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


