Dicembre 1, 2025 12:02 AM

Convegno: Intelligenza Artificiale e Minori: Rischi e Opportunità

Aeronautica Militare: Corso di Cultura Aeronautica a Crotone

CROTONE, Riconversione raccolta differenziata quartiere Lampanaro

Il Comune di Crotone e Akrea spa annunciano congiuntamente un ulteriore passo avanti nell’efficientamento del sistema di raccolta differenziata porta a porta.

A partire da domani 21 ottobre, nel quartiere Lampanaro, il servizio sarà effettuato con i nuovi contenitori distribuiti nei giorni scorsi, a cura di Akrea con il supporto del Conai e di Legambiente e WWF, che andranno a sostituire i vecchi carrellati.

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio percorso virtuoso fortemente voluto da Comune ed Akrea e sostenuto da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), volto a migliorare la gestione dei rifiuti e a promuovere una maggiore sostenibilità ambientale sul territorio.

L’introduzione dei nuovi contenitori nel quartiere Lampanaro mira a ottimizzare le operazioni di raccolta, rendendole più efficaci e funzionali per i cittadini.

Sono stati distribuiti mastelli di vario colore per la raccolta dell’organico (marrone), della carta (blu), del vetro (verde), secco residuo (grigio) oltre a sacchi trasparenti per la raccolta di multimateriale (plastica, alluminio, etc).

Resta invariato il calendario di raccolta che è stato comunque distribuito alle utenze insieme ai kit.

Per coloro che non fossero stati presenti al momento della distribuzione a domicilio, sarà comunque possibile ritirare il kit presso l’isola ecologica di via Saffo, aperta dal lunedì al sabato dalle 07:40 alle 14:00.

Comune e Akrea, con il contributo di CONAI, continuano a lavorare per estendere e perfezionare il servizio di raccolta differenziata, confidando nella collaborazione dei residenti per il raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi in termini di percentuale di differenziata e tutela dell’ambiente.

Aggressione in Pronto Soccorso al dr Procopio; ASP si costituisce parte civile

Lamezia Terme, 20 ottobre 2025 – Un’aggressione di violenza inaudita e premeditata quella messa in atto da C. S. Nel novembre del 2024 ai danni del dottor Rosarino Procopio nel Pronto Soccorso di Lamezia Terme. Un’aggressione portata con un manganello che il soggetto, già noto alle Forze dell’Ordine, aveva al seguito con un unico intendimento: far valere ad ogni costo le sue ragioni, peraltro prive di fondamento. A scatenare la reazione inqualificabile una comunicazione che dovrebbe rasserenare: ”la signora (parente di C. S.) non ha più bisogno di cure, può essere dimessa”. Al contrario C.S., insieme ad altri congiunti, ha aggredito il personale sanitario accanendosi contro il Dottor Procopio, che ha riportato lesioni che lo hanno costretto ad assentarsi dal lavoro per oltre un mese, oltre al trauma psicologico. L’aggressore è stato arrestato in flagranza e l’Azienda Sanitaria ha deciso la costituzione di parte civile in affiancamento al dr. Procopio, anche per far pesare il reato di interruzione di pubblico servizio e danni. Fissato dal GIP dr. Domenico Riccio il decreto che dispone il giudizio per C.S. con udienza per la prosecuzione del processo fissata dinanzi al Tribunale di Lamezia Terme in composizione monocratica per il giorno 19.11.2025 alle ore 09,00. L’Asp di Catanzaro ribadirà la costituzione di parte civile con il patrocinio dell’Avv. Antonello Bevilacqua del Foro di Lamezia Terme.
“E’ una strada che abbiamo percorso altre volte, anche per dimostrare vicinanza alle persone colpite; chi aggredisce un sanitario aggredisce l’Azienda” comunica la Direzione aziendale.

Basket, Fsp Polizia: “Quello al pullman un agguato pianificato. Troppi segnali da non sottovalutare, serve segnale forte contro la violenza che infesta tutto”  

“La tragedia che si è verificata ieri in provincia di Rieti rappresenta l’ennesimo allarme rosso rispetto a una violenza cieca, spavalda e sempre più diffusa che ormai infesta il Paese in ogni angolo e in ogni contesto. Il dramma senza fine della morte di un uomo innocente per motivi così vili e abietti è reso ancor più atroce dal fatto che l’agguato al pullman dei tifosi di Pistoia sia stato pianificato, con modalità di esecuzione di stampo criminale, come testimonia il fatto che i delinquenti che lo hanno messo in atto abbiano atteso pazientemente e scientemente che il mezzo fosse sguarnito prima di attaccare. In Italia ci sono ripetuti, gravi e seri segnali di una ferocia che si manifesta con frequenza e, anzi, sistematicità allarmante, ad ogni occasione, che non devono essere sottovalutati, minimizzati o, addirittura, in qualche caso giustificati. La violenza è sempre più percepita come ‘ammessa’ e ciò perché manca, a nostro parere, una risposta ferma, severa e concreta di ogni sua manifestazione. La prevenzione e l’educazione alla non violenza sono fondamentali, quanto la repressione e la riprovazione forte, decisa e coerente di ogni gesto lontano dai canoni di civiltà e rispetto, senza se e senza ma. Esprimiamo massima vicinanza ai familiari del povero autista deceduto, ma lo ripetiamo una volta per tutte: la solidarietà postuma non basta, la violenza deve essere respinta da ogni cittadino e deve essere punita e censurata dallo Stato. Ora attendiamo che le indagini portino ai responsabili dell’assassinio atroce, insensato, assurdo di questa notte e a una risposta severissima dell’autorità giudiziaria”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, in merito a quanto accaduto ieri sera, lungo la superstrada Rieti-Terni, dove un pullman che trasportava 45 tifosi di basket di Pistoia è stato bersagliato con pietre e mattoni, una delle quali ha raggiunto il secondo autista uccidendolo.

Tragedia sfiorata a Gioia Tauro: crolla un muro, feriti tre bambini

Tre bambini, due gemelli di otto anni e il loro fratello maggiore di tredici, sono rimasti feriti a Gioia Tauro, nel Reggino, a seguito del crollo improvviso di un muro.

Secondo una prima ricostruzione, i tre stavano giocando nelle vicinanze della struttura quando questa è ceduta, travolgendoli. Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi. Uno dei gemelli, che ha riportato diverse fratture, è stato trasferito in elisoccorso al Policlinico di Messina, dove è stato ricoverato in osservazione. Gli altri due fratelli hanno riportato ferite più lievi e sono stati accompagnati all’ospedale di Polistena per gli accertamenti del caso.

I CARABINIERI DELLA STAZIONE CARABINIERI DI BELVEDERE SPINELLO HANNO ESEGUITO ILSEQUESTRO PREVENTIVO DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE DEL COMUNE DI BELVEDERE SPINELLO

Il 17 ottobre u.s., i militari della Stazione Carabinieri di Belvedere Spinello hanno eseguito un
provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Gip presso il Tribunale di Crotone su richiesta
della locale Procura della Repubblica, dei due depuratori comunali insistenti in agro del comune di
Belvedere di Spinello.
L’odierna operazione recepisce le articolate e complesse attività investigative svolte dall’Arma
anche con l’ausilio dell’Arpacal di Crotone – in sede di sopralluogo – che hanno permesso di
accertare l’invasione di una vasta estensione del territorio comunale da parte di acque reflue urbane
non trattate dagli impianti di depurazione non funzionanti, che confluivano nel fiume Neto, per
l’effetto provocando sversamenti nauseabondi atti a molestare le persone residenti nei pressi dei
predetti depuratori. In effetti, all’esito della denuncia avanzata da alcuni privati cittadini ivi
residenti nel marzo 2025 e corredata da analisi di laboratorio, venivano eseguiti sopralluoghi e
campionamenti nei pressi dei due impianti di depurazione, collocati in località Chiusa del Pozzo e
Chiarette, che consentivano di appurare come, per entrambi oi siti i reflui della rete fognaria, non
trattati (e segnatamente carta e feci), si disperdevano nei terreni circostanti (Zona di Protezione
Speciale), di lì confluendo nel fiume Neto, determinando pericolo per la saluta pubblica, di uomini
e bestiame, per come attestato dagli esiti degli esami batteriologici condotti sui campioni di acque
reflue, che evidenziavano la presenza di “escherichia coli ed enterococchi intestinali”. L’attività
investigativa intrapresa dai militari operanti, ha consentito di ricostruire, a livello di gravità
indiziaria ed in attesa dei successivi sviluppi, attesa l’attuale fase di svolgimento delle indagini
preliminari, la responsabilità di alcuni rappresentanti e dipendenti dell’Amministrazione Comunale
in ordine ai reati di cui agli artt. 137, comma 11, del D.lg. 3 aprile 2006, n.152, per inosservanza dei
divieti di scarico nel suolo e nel sottosuolo e nelle acque sotterrane; alle fattispecie di cui agli artt.
674 (getto di cose pericolose) e 635 comma 2 (danneggiamento) del codice penale.
L’attività in argomento si iscrive in una azione investigativa di più ampio respiro inerente al
controllo ed alla repressione di eventuali illeciti penali connessi alle attività di depurazione nel
crotonese, maturata congiuntamente tra il Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone e la
locale Procura della Repubblica, diretta dal dott. Domenico Guarascio.

“Cultura del Mare: Conoscere, Prevenire, Proteggere”

La Lega Navale Italiana – Sezione di Reggio Calabria, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, organizza un importante incontro dedicato alla cultura del mare e alla diffusione di buone pratiche di sicurezza, tutela e conoscenza dell’ambiente marino.

L’iniziativa, dal titolo “Cultura del Mare: Conoscere, Prevenire, Proteggere”, si propone di sensibilizzare cittadini, studenti e appassionati sull’importanza della prevenzione e della protezione del mare come bene comune e risorsa fondamentale.

A moderare l’incontro sarà la
Dott.ssa Simona Caracciolo, Responsabile comunicazione ed eventi della Sezione di Reggio Calabria della Lega Navale Italiana.

Interverranno:
• Dott. Antonino Nicolò, Presidente della Sezione di Reggio Calabria della Lega Navale Italiana
• Capitano di Fregata Alessandro Busonero, Direttore del Notiziario della Marina Militare
• Delegazione della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria

Durante l’evento sarà inoltre ospitata una rappresentanza di studenti dell’Istituto Convitto Campanella di Reggio Calabria – Scuola Secondaria di Secondo Grado, che prenderanno parte attiva all’incontro nell’ambito delle iniziative di educazione civica e ambientale promosse sul territorio.

L’appuntamento rientra nelle attività della Lega Navale Italiana volte a diffondere la cultura marittima e a rafforzare il legame tra istituzioni, giovani e comunità locale, promuovendo la consapevolezza del ruolo che ciascuno può svolgere nella tutela del mare e delle coste.

Un’occasione di confronto e formazione che mira a trasmettere ai più giovani i valori del rispetto, della prevenzione e della protezione del mare, patrimonio comune da conoscere e salvaguardare.

Progetto Città dello Sport al Consolato Brasiliano

Il progetto della Città dello Sport portato avanti dall’amministrazione comunale assume una visibilità internazionale.

È stata infatti inaugurata la mostra presso il consolato italiano in Brasile a Rio de Janeiro relativa ai progetti protagonisti del Festival della Rigenerazione Urbana “Città in scena”, tra cui appunto quello della città di Crotone presentato lo scorso anno all’Auditorium di Roma dall’assessore al PNRR Luca Bossi.

Un’occasione per mostrare oltreoceano quanto fatto in materia di impiantistica sportiva, preso a modello per rigenerare interi quartieri.

“Siamo allo stesso tempo orgogliosi e onorati di vedere la nostra città protagonista in quella che è una rete di ambasciate e consolati, con l’obiettivo di mostrare ai cittadini italiani all’estero quanto di buono si sta realizzando nella terra d’origine. È un segno che lavorando con concretezza si può ambire a proporre modelli di rigenerazione urbana, e lo Sport per l’amministrazione ne è stato volano. Assume altresi una grande valenza sapere che il nome della nostra città riempirà le pareti di ambasciate e consolati e ci spinge a fare sempre meglio” dichiara l’assessore Luca Bossi

“Tutti in un Atto”: la Scuola di Teatro “Enzo Corea” celebra quarant’anni di arte e comunità

Ottantasei voci, un solo palco: la Scuola di Teatro “Enzo Corea” inizia le celebrazioni dei quarant’anni di arte e comunità Catanzaro – Una serata che è diventata abbraccio. Sul palco del Teatro Comunale, ottantasei persone si sono alternate in un flusso unico di energia, emozione e memoria condivisa per dare vita a Tutti in un Atto, lo spettacolo che ha riunito tutte le sedi della Scuola di Teatro “Enzo Corea” in un evento corale e simbolico. Una vera e propria reunion che ha attraversato i mondi, le età e i linguaggi della scuola, portando sullo stesso palco bambini, ragazzi e giovani e meno giovani provenienti da Catanzaro, Fossato Serralta, Amaroni e Tiriolo.

Da Catanzaro sono arrivati i tre corsi con i piccoli impegnati in un adattamento del Gigante Egoista, i ragazzi con brani tratti da Il Futuro in Libertà e Laudate Hominem, e i giovani con il finale de La Taverna dei Ribelli. Fossato Serralta ha portato in scena un estratto di Semi Sepolti sulla Sabbia, Amaroni la parte centrale dello spettacolo Di come Cristoforo Colombo non scoprì le Indie, ma Pasquale Gargiulo trovò un posto di lavoro, e il numeroso gruppo di Tiriolo ha proposto i più piccoli nella favola di Jack e il Fagiolo Magico e il corso misto ragazzi-giovani-adulti nel finale di Su ogni pallottola un nome.

Una moltitudine, sì, ma con un cuore unico, come ha ricordato alla fine il direttore artistico Salvatore Emilio Corea:

«Abbiamo mostrato ciò che siamo, ciò che abbiamo costruito nel trentanovesimo anno, e con questo spettacolo abbiamo aperto le celebrazioni del quarantesimo. Ottantasei persone sul palco, come il nostro anno di nascita: 1986. È il nostro modo di brindare insieme a questi primi quarant’anni di vita condivisa.»

Lo spettacolo ha intrecciato temi e toni diversi, in un percorso che parte dalle favole e approda alla coscienza civile. Dalla caduta dei muri alla ricerca della libertà attraverso l’amore, dalla denuncia dei poteri ciechi all’esodo dei popoli, fino alla violenza dei tiranni e al coraggio di disarmarsi. Una drammaturgia che unisce poesia e realtà, e che si conclude con la struggente battuta del giovane protagonista: «Che cosa volete da me? Non posso più tornare indietro… Non è una partita al videogioco…» Un brivido attraversa il pubblico e lascia dietro di sé silenzio e consapevolezza.

La serata si è aperta con un momento inaspettato: gli insegnanti in scena, impegnati in una grande lezione collettiva. Dai riscaldamenti di Salvo Corea con il gioco dei bastoni, alle lezioni di dizione di Gianpaolo Negro, alle incursioni teatrali di Pasquale Rogato, fino all’arrivo di Cecè Lazzaro con la maschera neutra, tutti gestiti dalla geniale Claudia Olivadese, che ha ricordato a tutti che bisogna provare per lo spettacolo del 12 ottobre, non fare lezione! Un gioco nel gioco, un piccolo atto teatrale dentro l’atto principale, fino a quando – come vuole la tradizione – gli insegnanti lasciano il palco agli allievi. Perché il ruolo del maestro, in fondo, è proprio quello: insegnare e poi lasciar andare.

Tra applausi e commozione, Tutti in un Atto ha segnato non solo la chiusura di un anno, ma anche l’inizio del quarantesimo della cooperativa Edizione Straordinaria, fondata nel 1986 da quei giovani — oggi non più giovani — che ancora resistono con passione e tenacia: il geniale Franco Corapi, autore di molti dei testi portati in scena, e il già citato Salvatore Emilio Corea, che nel suo intervento finale ha voluto ricordare la figura del padre Enzo, a cui è intitolata la scuola, e della madre Annamaria Romiti, che ne ha sostenuto ogni passo fin dagli inizi.

Un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza per una scuola che continua a crescere, a credere nella cultura libera, nella formazione e nella comunità.

«Fare cultura in Calabria non è facile,» ha ricordato Franco Corapi, «ma è necessario. Non vogliamo chiuderci né polemizzare: vogliamo ricordare che chi lavora qui, nelle nostre comunità, fa cultura non per vanità ma per costruire. Lo spettacolo di domenica lo ha dimostrato: l’arte può ancora unire.»

E così, mentre le luci del palco si spengono e i costumi vengono riposti, il numero 40 risplende come promessa: quella di continuare a crescere insieme, tra memoria, speranza e futuro.

«È stato un atto d’amore collettivo,» conclude Corea. «Ottantasei persone in scena non sono solo numeri, sono storie, incontri, cammini. È così che vogliamo aprire i nostri quarant’anni: tutti insieme, in un solo atto.»

Accanto a lui, anche le voci degli insegnanti si uniscono in un coro riconoscente. «Rivedere i ragazzi sul palco, sentirli pronunciare parole costruite insieme, è la conferma che la voce teatrale non è solo tecnica: è appartenenza,» dice Gianpaolo Negro. «La cosa più bella è stata la varietà dei linguaggi,» aggiunge Pasquale Rogato, «ognuno ha portato un pezzo del proprio mondo e si è sentito parte di un coro.»

Per Cecè Lazzaro, «la maschera neutra insegna a togliere, non ad aggiungere. Domenica abbiamo tolto tutto il superfluo e ci siamo ritrovati nudi, veri, felici.»

E Claudia Olivadese chiude con un sorriso: «Il mio compito era farli tornare a provare… ma alla fine mi sono ritrovata a ridere e piangere con loro. È stato un abbraccio teatrale.»

Tutti in un Atto è stato proprio questo: un abbraccio. L’abbraccio di una scuola, di una città e di un’idea di teatro che, da trentanove anni, continua a essere Edizione Straordinaria.