Si apre con la poesia lieve e malinconica di “Le vacanze dei signori Lagonìa” la nuova stagione di prosa “Domenica d’Incanto”

Si apre con la poesia lieve e malinconica di “Le vacanze dei signori Lagonìa” la nuova stagione di prosa “Domenica d’Incanto” 2025/2026 del Teatro Incanto, in programma al Cinema Teatro Comunale di Catanzaro.
Lo spettacolo, firmato da Francesco Colella e Francesco Lagi, con la regia di Lagi e la produzione del Teatrodilina, andrà in scena domenica 26 ottobre alle ore 18.30, inaugurando un cartellone che si preannuncia ricco di emozioni e qualità artistica.
Sul palco, Francesco Colella e Giovanni Ludeno daranno vita a una coppia anziana – i signori Lagonìa – alle prese con una giornata in riva al mare, tra ricordi, battibecchi, silenzi e dolcezze, in un equilibrio delicato tra ironia e nostalgia. In un unico atto di circa novanta minuti, la vicenda scorre come una carezza: un gabbiano che cade, una nuvola che cambia forma, una canzone di Morandi, frammenti di un amore lungo quarant’anni che si specchia nel tempo e nella memoria.
Definito dalla critica “una dramedy leggera e poetica”, lo spettacolo ha conquistato pubblico e stampa per la sua capacità di raccontare con tenerezza l’amore imperfetto e duraturo. Scrive Paneacquaculture: «Una fluttuante leggerezza avvolge lo spettatore che si ritrova al cospetto di una coppia che della loro vita vissuta fa poesia». E aggiunge Cahiers des arts: «Colpisce l’abilità di descrivere la semplicità dei sentimenti migliori».
Con “Le vacanze dei signori Lagonìa” prende il via un percorso teatrale che accompagnerà il pubblico fino alla primavera 2026, con titoli che spaziano dai classici rivisitati alla nuova drammaturgia: Il berretto a sonagli, Natale in casa Cupiello, La Cattedrale, SolitA’, Puzzle, Il bimbo parlante e Giovanni e Paolo – Gli Antieroi, sotto la direzione artistica di Francesco Passafaro.
«Aprire una nuova stagione è sempre un momento speciale, quasi un rito collettivo. Ogni anno, quando si accendono le luci in sala e il sipario torna a sollevarsi, sentiamo di rinnovare un patto d’amore con il pubblico. Domenica d’Incanto nasce proprio da questo desiderio: vivere insieme, domenica dopo domenica, la magia del teatro come spazio di incontro, emozione e comunità – afferma Francesco Passafaro -. Il nostro intento è offrire non solo spettacoli di qualità, ma occasioni di condivisione autentica, in cui famiglie, giovani, spettatori affezionati e curiosi possano riconoscersi e ritrovarsi. Il Teatro è una casa aperta, un luogo dove ci si ferma per respirare un tempo diverso, più umano, più vero.Abbiamo pensato a una stagione che alterna ironia e poesia, riflessione e leggerezza, con compagnie e artisti che amano il palco e lo rispettano, come Francesco Colella e Giovanni Ludeno che inaugurano il nostro percorso con Le vacanze dei signori Lagonìa. Spero che ogni spettacolo diventi un piccolo rito domenicale, un appuntamento atteso, una pausa dal rumore quotidiano per ritrovare, insieme, il piacere del racconto e dello stare insieme. Perché il teatro – quando lo si vive davvero – non è mai solo uno spettacolo, ma una comunità che si rinnova, ogni volta, al calore di un applauso».
PROMOZIONE CALABRIA AUTENTICA, IL CREST DEI LIONS ALL’AGRICHEF ENZO BARBIERI

Nell’autunno in cui la Calabria dell’identità si fa racconto vivo, la Famiglia Barbieri rinnova il proprio ruolo di presidio culturale e relazionale del territorio, con un susseguirsi di eventi e riconoscimenti che confermano Altomonte come capitale naturale della cucina che genera comunità, relazioni e futuro. È così, insieme ai tanti eventi regionali e nazionali in cui la tradizione Barbieri continua a rimanere ambasciatrice della Calabria straordinaria, si inserisce anche l’impegno sociale.
RICONOSCIMENTO A RISTORAZIONE ED OSPITALITÀ DI QUALITÀ
Durante la III Charter del Lions Club Castello Aragonese Pollino – Sibaritide – Valle dell’Esaro, svoltasi a Palazzo Razetti, dove si è tenuto il primo passaggio di Campana con la proclamazioni di Paolo Baratta neo presidente per l’anno sociale 2025/26, l’agrichef Enzo Barbieri è stato insignito del prestigioso Crest del Lions International per l’impegno suo e dell’esperienza imprenditoriale e familiare nel promuovere una Calabria autentica e generativa, capace di trasformare la tavola in luogo di dialogo tra culture e territori.
BARBIERI: L’IDENTITÀ COME BUSSOLA. SEMPRE!
Ricevere un riconoscimento come il Crest dei Lions – sottolinea Enzo Barbieri – non riguarda solo noi, ma la Calabria che sa raccontarsi con dignità, visione e autenticità. Ogni evento, ogni viaggio, ogni piatto è per noi occasione per custodire e condividere valori, relazioni e appartenenze. Questa – conclude – è la nostra missione: trasformare la memoria in futuro.
LA CENA DI GALA A PALAZZO DEI GIACOBINI
Nella serata di gala che ha seguito il convegno Uniti verso il futuro: Meritocrazia, Etica e Libertà, la prestigiosa dimora di Palazzo Giacobini si è trasformata, ancora una volta, in un palcoscenico di eleganza e identità. La cucina Barbieri ha raccontato, come sempre, la Calabria dei valori, celebrando con stile e profondità la convivialità come strumento di relazione, bellezza e memoria condivisa.
TRA PERSONALITÀ PRESENTI VESCOVO SAVINO E NEO RETTORE UNICAL GRECO
Sono tante le autorità che hanno preso parte all’evento: dal secondo Vice Governatore del Distretto Lions 108ya Gianfranco Ucci, al GMT Multidistrettuale Italia Rita Franco, dal Presidente della IX Circoscrizione Maria Manfredi, al Presidente della XXI Zona Donatella Caliò, dal Presidente della Commissione Parlamentare per le questioni regionali Senatore Franco Silvestro, al Sindaco di Altomonte Giampiero Coppola, dal Primo Cittadino di Castrovillari Domenico Lo Polito agli amministratori del territorio del Pollino, della Sibaritide e della Valle dell’ Esaro. Erano presenti anche il Presidente del Gal Domenico Pappaterra, il Rettore dell’Università della Calabria Prof. Gianluigi Greco, il Caporedattore del Tgr Calabria Riccardo Giacoia, il Direttore di Casa Zaccheo Raffaele Bloise. Sono intervenuti, inoltre, tra gli altri, Mons. Francesco Savino, i clubs Rotary e Kiwanis.
BARBIERI SI CONFERMA LOCATION PRIVILEGIATA PER GRANDI EVENTI
Oltre ad Enzo Barbieri sono stati assegnati il prestigioso Melvin Jones al socio Luigi Postorivo per i suoi grandi meriti professionali e sociali; il Premio Ferdinando d’Aragona – 3a edizione, realizzato dal Maestro Orafo di Altomonte Vincenzo Linardi al neo Rettore della Calabria Gianluigi Greco che lo ha ricevuto dal Presidente del Club e dal Caporedattore Giacoia, destinatario dello stesso premio nell’edizione 2024; l’attestato come Socio Onorario del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’ Esaro a S.E.R. Mons. Francesco Savino, vescovo della Diocesi di Cassano allo Ionio. Inoltre il Club ha festeggiato l’ingresso di 7 nuovi soci: Rosa Rimoli, Matteo Pugliese, il Antonio Perrone, Francesco Sottile, Nicola Regina, Andrea Guglielmini e Lorena Di Leo.
“Cultura del Mare: Conoscere, Prevenire, Proteggere”

La Lega Navale Italiana – Sezione di Reggio Calabria, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, organizza un importante incontro dedicato alla cultura del mare e alla diffusione di buone pratiche di sicurezza, tutela e conoscenza dell’ambiente marino.
L’iniziativa, dal titolo “Cultura del Mare: Conoscere, Prevenire, Proteggere”, si propone di sensibilizzare cittadini, studenti e appassionati sull’importanza della prevenzione e della protezione del mare come bene comune e risorsa fondamentale.
A moderare l’incontro sarà la
Dott.ssa Simona Caracciolo, Responsabile comunicazione ed eventi della Sezione di Reggio Calabria della Lega Navale Italiana.
Interverranno:
• Dott. Antonino Nicolò, Presidente della Sezione di Reggio Calabria della Lega Navale Italiana
• Capitano di Fregata Alessandro Busonero, Direttore del Notiziario della Marina Militare
• Delegazione della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria
Durante l’evento sarà inoltre ospitata una rappresentanza di studenti dell’Istituto Convitto Campanella di Reggio Calabria – Scuola Secondaria di Secondo Grado, che prenderanno parte attiva all’incontro nell’ambito delle iniziative di educazione civica e ambientale promosse sul territorio.
L’appuntamento rientra nelle attività della Lega Navale Italiana volte a diffondere la cultura marittima e a rafforzare il legame tra istituzioni, giovani e comunità locale, promuovendo la consapevolezza del ruolo che ciascuno può svolgere nella tutela del mare e delle coste.
Un’occasione di confronto e formazione che mira a trasmettere ai più giovani i valori del rispetto, della prevenzione e della protezione del mare, patrimonio comune da conoscere e salvaguardare.
“Tutti in un Atto”: la Scuola di Teatro “Enzo Corea” celebra quarant’anni di arte e comunità

Ottantasei voci, un solo palco: la Scuola di Teatro “Enzo Corea” inizia le celebrazioni dei quarant’anni di arte e comunità Catanzaro – Una serata che è diventata abbraccio. Sul palco del Teatro Comunale, ottantasei persone si sono alternate in un flusso unico di energia, emozione e memoria condivisa per dare vita a Tutti in un Atto, lo spettacolo che ha riunito tutte le sedi della Scuola di Teatro “Enzo Corea” in un evento corale e simbolico. Una vera e propria reunion che ha attraversato i mondi, le età e i linguaggi della scuola, portando sullo stesso palco bambini, ragazzi e giovani e meno giovani provenienti da Catanzaro, Fossato Serralta, Amaroni e Tiriolo.
Da Catanzaro sono arrivati i tre corsi con i piccoli impegnati in un adattamento del Gigante Egoista, i ragazzi con brani tratti da Il Futuro in Libertà e Laudate Hominem, e i giovani con il finale de La Taverna dei Ribelli. Fossato Serralta ha portato in scena un estratto di Semi Sepolti sulla Sabbia, Amaroni la parte centrale dello spettacolo Di come Cristoforo Colombo non scoprì le Indie, ma Pasquale Gargiulo trovò un posto di lavoro, e il numeroso gruppo di Tiriolo ha proposto i più piccoli nella favola di Jack e il Fagiolo Magico e il corso misto ragazzi-giovani-adulti nel finale di Su ogni pallottola un nome.
Una moltitudine, sì, ma con un cuore unico, come ha ricordato alla fine il direttore artistico Salvatore Emilio Corea:
«Abbiamo mostrato ciò che siamo, ciò che abbiamo costruito nel trentanovesimo anno, e con questo spettacolo abbiamo aperto le celebrazioni del quarantesimo. Ottantasei persone sul palco, come il nostro anno di nascita: 1986. È il nostro modo di brindare insieme a questi primi quarant’anni di vita condivisa.»
Lo spettacolo ha intrecciato temi e toni diversi, in un percorso che parte dalle favole e approda alla coscienza civile. Dalla caduta dei muri alla ricerca della libertà attraverso l’amore, dalla denuncia dei poteri ciechi all’esodo dei popoli, fino alla violenza dei tiranni e al coraggio di disarmarsi. Una drammaturgia che unisce poesia e realtà, e che si conclude con la struggente battuta del giovane protagonista: «Che cosa volete da me? Non posso più tornare indietro… Non è una partita al videogioco…» Un brivido attraversa il pubblico e lascia dietro di sé silenzio e consapevolezza.
La serata si è aperta con un momento inaspettato: gli insegnanti in scena, impegnati in una grande lezione collettiva. Dai riscaldamenti di Salvo Corea con il gioco dei bastoni, alle lezioni di dizione di Gianpaolo Negro, alle incursioni teatrali di Pasquale Rogato, fino all’arrivo di Cecè Lazzaro con la maschera neutra, tutti gestiti dalla geniale Claudia Olivadese, che ha ricordato a tutti che bisogna provare per lo spettacolo del 12 ottobre, non fare lezione! Un gioco nel gioco, un piccolo atto teatrale dentro l’atto principale, fino a quando – come vuole la tradizione – gli insegnanti lasciano il palco agli allievi. Perché il ruolo del maestro, in fondo, è proprio quello: insegnare e poi lasciar andare.
Tra applausi e commozione, Tutti in un Atto ha segnato non solo la chiusura di un anno, ma anche l’inizio del quarantesimo della cooperativa Edizione Straordinaria, fondata nel 1986 da quei giovani — oggi non più giovani — che ancora resistono con passione e tenacia: il geniale Franco Corapi, autore di molti dei testi portati in scena, e il già citato Salvatore Emilio Corea, che nel suo intervento finale ha voluto ricordare la figura del padre Enzo, a cui è intitolata la scuola, e della madre Annamaria Romiti, che ne ha sostenuto ogni passo fin dagli inizi.
Un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza per una scuola che continua a crescere, a credere nella cultura libera, nella formazione e nella comunità.
«Fare cultura in Calabria non è facile,» ha ricordato Franco Corapi, «ma è necessario. Non vogliamo chiuderci né polemizzare: vogliamo ricordare che chi lavora qui, nelle nostre comunità, fa cultura non per vanità ma per costruire. Lo spettacolo di domenica lo ha dimostrato: l’arte può ancora unire.»
E così, mentre le luci del palco si spengono e i costumi vengono riposti, il numero 40 risplende come promessa: quella di continuare a crescere insieme, tra memoria, speranza e futuro.
«È stato un atto d’amore collettivo,» conclude Corea. «Ottantasei persone in scena non sono solo numeri, sono storie, incontri, cammini. È così che vogliamo aprire i nostri quarant’anni: tutti insieme, in un solo atto.»
Accanto a lui, anche le voci degli insegnanti si uniscono in un coro riconoscente. «Rivedere i ragazzi sul palco, sentirli pronunciare parole costruite insieme, è la conferma che la voce teatrale non è solo tecnica: è appartenenza,» dice Gianpaolo Negro. «La cosa più bella è stata la varietà dei linguaggi,» aggiunge Pasquale Rogato, «ognuno ha portato un pezzo del proprio mondo e si è sentito parte di un coro.»
Per Cecè Lazzaro, «la maschera neutra insegna a togliere, non ad aggiungere. Domenica abbiamo tolto tutto il superfluo e ci siamo ritrovati nudi, veri, felici.»
E Claudia Olivadese chiude con un sorriso: «Il mio compito era farli tornare a provare… ma alla fine mi sono ritrovata a ridere e piangere con loro. È stato un abbraccio teatrale.»
Tutti in un Atto è stato proprio questo: un abbraccio. L’abbraccio di una scuola, di una città e di un’idea di teatro che, da trentanove anni, continua a essere Edizione Straordinaria.
Il “Premio Frontiere Aperte” 2025 va al giornalista Riccardo Cristiano

Lo scorso 16 ottobre a Castrovillari, ha avuto il via la XIII edizione del Calàbbria Teatro Festival, che proseguirà fino a domenica 19. Tema di quest’anno è “Bbàci – Gesti che raccontano”, un viaggio poetico tra memoria, resistenza e identità.
Direttrici artistiche dell’evento, Rosy Parrotta e Angela Micieli, organizzato dall’Associazione culturale Khoreia 2000, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Castrovillari, dell’Ente Parco Nazionale del Pollino e della Gas Pollino srl. Ma torniamo al prestigioso premio, conferito al giornalista di origini Lametine, Riccardo Cristiano, residente a Cleto, in provincia di Cosenza, che da più di 20 anni, nel campo della comunicazione, porta avanti battaglie civili e di promozione del territorio calabrese. Scrittore, attivista per i diritti civili, con la passione per la natura e le leggende, fa parte delle Associazioni “Santi 40 Martiri” e “Mistery Hunters”.
Importante la motivazione del Premio “Frontiere Aperte” a Riccardo Cristiano. Giornalista, scrittore, attivista a difesa dei diritti civili:
Per il suo impegno civile e umano nel raccontare la verità, dando voce anche a chi non ne ha. Per aver trasformato il giornalismo in un atto di responsabilità e coscienza, oltre ogni confine e convenzione. Con la sua parola lucida e coraggiosa, Riccardo Cristiano ci ricorda che informare significa anche custodire e difendere la dignità umana.
Intervistato, dichiara: “Sono onorato di ricevere questo riconoscimento così importante, prezioso. Ringrazio in particolare Rosy Parrotta e Angela Micieli, direttrici artistiche, sempre impegnate in iniziative culturali e di alto valore sociale. Ringrazio la giuria e naturalmente l’Associazione culturale Khoreia 2000. Il tema di quest’anno è – Bbàci – Gesti che raccontano – un viaggio poetico tra memoria, resistenza e identità, ed io mi sento legato all’idea del viaggio, dell’essere tutti connessi, attraverso una storia millenaria che ci appartiene. Il bacio è un simbolo che, a mio avviso, rappresenta, già nelle culture antiche, fratellanza, comunione, ed era simile ad una stretta di mano oggi. Cosa, più del bacio, è sinonimo di pace? E quanta pace, adesso più che mai, abbiamo un disperato bisogno?”
Ricordiamo che il Premio Frontiere Aperte, realizzato in pietra leccese è un riconoscimento creato dall’orafo Michele Affidato, conferito a personalità nel campo del cinema e della cultura. Nelle scorse edizioni, è stato assegnato, tra gli altri, al regista, scrittore e produttore Giovanni Algieri, al direttore d’orchestra Antonio Puccio, al cantautore Sasà Calabrese, oltre a tanti importanti personaggi che si sono avvicendanti negli anni.
Riccardo, ci tiene a precisare cosa voglia dire essere giornalisti:
“Essere giornalisti è una vocazione, che richiede impegno, sacrificio e soprattutto etica. Il nostro compito è quello di essere leali e veritieri nei confronti del pubblico, verificando la fonte delle notizie, ma soprattutto, mettendoci la faccia. Ogni volta che racconto una storia, ogni volta che ho l’onore di intervistare qualcuno, sento il dovere di dare voce a chi altrimenti non l’avrebbe. Questa voce deve essere libera, scevra da ogni condizionamento, in grado di divulgare la verità per come è avvenuta. Oggi appare difficile questo compito, perché le notizie viaggiano veloci, ma no sempre sono verificate, ecco perché è necessario affidarsi a fonti attendibili. Dedico simbolicamente questo premio al collega Sigfrido Ranucci, che nella notte del 16 ottobre, è stato vittima di pesanti intimidazioni, che avrebbero potuto avere un esito tragico. Combattiamo la violenza, raccontiamo la verità a testa alta, malgrado i rischi e chi ci vorrebbe in silenzio. Piena solidarietà a Sigfrido Ranucci, grande giornalista, esempio per tutti noi”.
Il Calàbbria Teatro Festival, prosegue con il seguente calendario:
Sabato 18 ottobre, alle ore 19:00 al Teatro Vittoria, si aprirà una parentesi letteraria con la presentazione del libro “Il bacio da sfogliare” di Ilaria Guidantoni, giornalista fiorentina, scrittrice e traduttrice. Un viaggio narrativo che esplora i molteplici significati del bacio tra storia, arte, letteratura e cultura. A seguire Passeggiata narrata con Ines Ferrante di Mystica Calabria. Una passeggiata che intreccia il linguaggio del corpo con le storie della memoria. Un percorso attraverso il quale il gesto diventa parola e la memoria prende vita, tra passato, presente e futuro.
Gran finale domenica 19 ottobre alle ore 18:00, ancora al Teatro Sybaris, con il consueto e atteso Festival dei Corti Teatrali, spazio di espressione dedicato a compagnie emergenti e nuove drammaturgie. Cinque compagnie si alterneranno in scena con spettacoli di massimo 30 minuti, portando sul palco storie diverse ma unite da uno sguardo acuto sulla contemporaneità. Auguri e figli uomini, di e con Deborah Di Francesco e con Costanzo Salatiello; La partita non è ancora finita, di e con Marco Mittica; Il resto dell’Iceberg, scritto e diretto da Simone Ignagni, con Ivan Padrone e Marcello Roefaro; Mosche, di Valentina Bandera, con Elisabetta Mancusi, Valentina Bandera e Daniele Camerlingo; Orlando, di Federica Cucco, con Antonio Anzilotti De Nitto.
Al termine, la cerimonia di premiazione del Miglior Corto – Premio Giuria Popolare, con un premio realizzato dal M° Stefano Marino, orafo castrovillarese che firma anche il Premio Frontiere Aperte.
Esplosione a Roma, distrutta l’auto di Sigfrido Ranucci: “Ordigno in grado di uccidere”. Meloni esprime solidarietà.

Un ordigno è stato collocato nella notte sotto l’automobile del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, parcheggiata davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma.
L’esplosione, avvenuta nelle prime ore del mattino, ha distrutto la vettura e danneggiato anche l’auto della figlia del giornalista. Sul posto sono immediatamente intervenuti carabinieri, Digos, vigili del fuoco e la polizia scientifica.
“La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale che avrebbe potuto uccidere chiunque fosse passato in quel momento”.
Le indagini sono affidate ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma*, coordinati dal procuratore aggiunto Ilaria Calò e dal pm Carlo Villani. L’ipotesi di reato è danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Nelle prossime ore sono attese le informative dettagliate delle forze dell’ordine intervenute sul luogo dell’attentato.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso “piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per il grave attentato di cui è stato vittima”, definendo l’episodio “un gesto vigliacco e gravissimo, un attacco non solo alla persona ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della democrazia”.
Il ministro ha inoltre annunciato di aver disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza a tutela del giornalista.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “ferma condanna per il grave atto intimidatorio”, ribadendo in una nota di Palazzo Chigi che “la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere con determinazione”.
Gioacchino da Fiore in America, da domani al cinema di Los Angeles

Il personaggio calabrese più influente della storia raggiunge la mecca del cinema
La Delta Star Pictures di Roma e la 8 STAR Entertainment di Los Angeles hanno annunciato l’uscita del recente film su Gioacchino da Fiore “Il Monaco che vinse l’Apocalisse” di Jordan River – per il mercato estero Joachim and the Apocalypse – che sarà proiettato in esclusiva al Cinema NoHo 7 del circuito Laemmle di Los Angeles dal 17 al 23 Ottobre 2025. Seguirà poi l’uscita anche in altre città degli Stati Uniti, tra le quali San Francisco e New York.
Intanto domani 17 ottobre alle ore 17:00 (orario US) del pomeriggio a North Hollywood è previsto un Evento speciale che celebra il primo giorno di apertura della programmazione. Parteciperanno, tra gli altri, la Vicedirettrice dell’ICE di Los Angeles Francesca Mauri, la Console Generale dell’Italia a Los Angeles Raffaella Valentini e il Makeup & FX Artist Vittorio Sodano (due nomination agli Oscar®).
Ricordiamo che invece in Italia, dopo la distribuzione nei cinema italiani, durata circa nove mesi, il film in questi giorni è approdato sulla piattaforma Prime Video, “un passaggio importante perché il messaggio profetico e di speranza dell’Abate può così raggiungere tutti” hanno sottolineato dalla Distribuzione.
La Distribuzione ha inoltre annunciato che dopo l’uscita cinematografica di ottobre e di novembre negli Stati Uniti, dal 2026 l’uscita del film toccherà altri Paesi esteri, tra cui Regno Unito, Germania e Giappone.
IL FILM
Ambientato nel 1202 D.C. alla vigilia della quarta Crociata, il film si addentra nelle ultime ore dell’Abate Gioacchino da Fiore – esegeta, profeta, pensatore, poeta, filosofo, visionario e monaco le cui visioni, scritti spirituali e intuizioni profetiche continuano a riecheggiare attraverso i secoli. Mentre la neve cade silenziosamente sulle montagne, Joachim (nel film per i nomi dei personaggi e dei luoghi è stata usata la lingua latina) – accompagnato dal suo discepolo, Frate Matthaeus – rivive un viaggio iniziato 47 anni prima, svelando rivelazioni di luce in mezzo all’oscurità incombente.
Noto per il suo ineguagliabile dono nell’interpretazione delle Sacre Scritture, Joachim ottenne da Papa Lucio III la rara “licentia scribendi” per scrivere liberamente sull’Apocalisse. Nonostante l’opposizione delle autorità religiose dell’epoca, le sue opere divennero tra le più lette sull’argomento, culminando in una profezia finale che offre un barlume di speranza per le generazioni del nostro tempo.
Esplora le idee profonde e profetiche di un uomo il cui pensiero continua a risuonare attraverso secoli di espressione spirituale, filosofica e artistica. Dante Alighieri lo ha collocato nel Paradiso (Canto XII) definendolo “di spirito profetico dotato”. Montaigne, Hegel, Joyce e Michelangelo furono tutti toccati dalla sua eredità. Anche Papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, ha citato Gioacchino da Fiore affermando che “seppe indicare l’ideale di un nuovo spirito”.
Con un mix di immagini mozzafiato, il film è stato girato in altissima risoluzione 12K e sarà proiettato in formato 4K. Incorpora, inoltre, elementi di Cromoterapia e le Onde Theta – utilizzati per attivare strati più profondi della coscienza e promuovere l’introspezione e la risonanza emotiva nello spettatore. Il film fonde realismo storico e visione metafisica, offrendo agli spettatori una rara esperienza cinematografica, sia intellettuale che emotiva.
Diretto da Jordan River, il film continua a ricevere interesse anche oltre confine nazionale per la sua narrazione visionaria, la maestria cinematografica e il ritmo meditativo, che invita gli spettatori a riflettere sulla natura apocalittica di ogni era – e sulla speranza che si cela oltre.
Italia travolgente 3-0 Israele e playoff garantiti. Tensione a Udine durante la manifestazione pro Palestina

L’Italia di Gattuso batte Israele 3-0 a Udine grazie a una doppietta di Retegui (rigore al 45’+2 e gol al 74’) e al primo centro in azzurro di Mancini (93’), assicurandosi matematicamente almeno i playoff per i Mondiali 2026. Quarta vittoria consecutiva per il ct, ma la squadra mostra ancora qualche fragilità. La partita, giocata davanti a 9.965 spettatori, è stata preceduta da un minuto di silenzio per i tre carabinieri uccisi a Castel d’Azzano.
Fuori dallo stadio, tensione durante la manifestazione pro Palestina: un carabiniere, una giornalista Rai e un operatore tv sono rimasti feriti negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. La Rai ha condannato con fermezza l’aggressione, precisando che la cronista Elisa Dossi è stata colpita da una pietra mentre seguiva la partita. Circa venti i fermi.