Alimenti sequestrati in Calabria, il nodo dell'informazione ai consumatori
Oltre 2.700 chili di prodotti indicati come sequestrati negli ultimi mesi: dai controlli emergono violazioni, ma resta il problema della trasparenza sui nomi delle attività

CALABRIA – Negli ultimi mesi diversi controlli nel settore alimentare hanno interessato attività commerciali e ricettive in varie province calabresi, con sequestri di carne, pesce, salumi, formaggi, conserve, prodotti da forno e surgelati. Secondo la ricostruzione proposta, complessivamente sarebbero stati sequestrati più di 2.700 chili di alimenti. Il tema sollevato riguarda però anche la comunicazione ai consumatori: nei casi descritti vengono indicate quantità, comuni, violazioni e sanzioni, mentre non viene normalmente reso pubblico il nome dell'esercizio interessato.
Dai sequestri alle irregolarità
Tra gli episodi citati figurano controlli nel Catanzarese, nel Crotonese e nel Vibonese. A Cirò Marina sarebbero stati sequestrati oltre 280 chili di prodotti tra insaccati, formaggi e conserve. Tra Mesoraca e Petilia Policastro è stata riferita la sospensione di un'attività di ristorazione con 17,6 chili di alimenti privi delle necessarie indicazioni.
Nel Catanzarese, il materiale parla inoltre di 27 attività alimentari e di ristorazione sottoposte a verifica, con 19 risultate irregolari, oltre 300 chili di alimenti sequestrati e sanzioni complessive superiori a 33mila euro.
Altri controlli hanno riguardato il Soveratese, Crotone, Isola Capo Rizzuto, Ricadi e Marina di Gioiosa Ionica. Tra i casi descritti compare anche un supermercato crotonese nel quale sarebbero state individuate 769 confezioni di surgelati scongelate, per oltre cento chili complessivi.
Il diritto a essere informati
La questione centrale non riguarda soltanto la quantità degli alimenti sequestrati, ma il rapporto tra tutela dei consumatori e garanzie per gli operatori. Un sequestro o una contestazione non equivalgono infatti a una condanna definitiva e ogni responsabilità deve essere accertata nelle sedi competenti.
Proprio per questo, la richiesta di maggiore trasparenza dovrebbe essere accompagnata dalla massima precisione: indicare, quando giuridicamente possibile e sulla base di comunicazioni ufficiali, attività interessata, provvedimento adottato, violazioni contestate e stato del procedimento, garantendo poi lo stesso spazio alle eventuali archiviazioni, assoluzioni o revoche.
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Redazione 4


