Biennale e polemiche sul padiglione russo: Meloni difende Buttafuoco ma prende le distanze dalla scelta
Meloni difende Buttafuoco ma prende le distanze dalla scelta sul padiglione russo alla Biennale, sottolineando autonomia dell’ente e distinguendo responsabilità politiche e gestionali.
Nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri del 30 aprile 2026, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda legata alla Biennale di Venezia e, in particolare, sulle polemiche relative alla gestione del padiglione russo e al ruolo del presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco.
Meloni ha espresso una posizione articolata, distinguendo tra la stima personale verso Buttafuoco e il giudizio politico sulla decisione adottata: “Buttafuoco è una persona capacissima, ma non avrei fatto la sua scelta sul padiglione russo”, ha dichiarato, ribadendo al contempo il rispetto per l’autonomia dell’ente Biennale e sottolineando che il governo non condivide l’impostazione scelta sulla partecipazione russa.
La premier ha inoltre chiarito di non avere elementi diretti sulle eventuali dimissioni interne o sulle dinamiche legate alla giuria, affermando di non essere pienamente coinvolta nei dettagli operativi della vicenda e rimandando eventuali responsabilità specifiche al ministro competente.
Nel suo intervento, Meloni ha anche precisato che l’eventuale invio di ispettori alla Biennale non deve essere interpretato come un atto ostile nei confronti della governance dell’istituzione culturale, ma come una questione amministrativa da ricondurre alle competenze ministeriali.
Il quadro che emerge è quello di un equilibrio delicato tra autonomia culturale delle istituzioni, indirizzo politico del governo e gestione di una questione internazionale sensibile, che continua a generare dibattito nel mondo politico e culturale italiano. La vicenda conferma la centralità della Biennale come snodo simbolico e mediatico nelle relazioni tra cultura, diplomazia e politica estera.
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Redazione 2
