Calabria e memoria storica: l’Osservatorio delle Due Sicilie riapre il dibattito sulla Destra Storica e la Questione Meridionale
L’Osservatorio delle Due Sicilie rilancia il dibattito sulla Destra Storica, denunciando le conseguenze economiche e sociali dell’annessione del Sud e della Calabria.

L’Osservatorio delle Due Sicilie, attraverso una nota del presidente Prof. Arch. Alessandro Malerba, avvia una riflessione critica sull’operato della cosiddetta Destra Storica nei primi quindici anni successivi all’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno Sabaudo. Il comunicato sostiene la necessità di rileggere quella fase storica alla luce di documenti e studi recenti, superando narrazioni ritenute parziali o consolidate nel tempo.
Secondo l’analisi proposta, l’unificazione italiana avrebbe assunto per il Sud i caratteri di una vera annessione, evidenziata dall’estensione delle leggi piemontesi, del codice penale e della costituzione sabauda senza adeguata considerazione delle specificità sociali, economiche e culturali dei territori meridionali. Particolare attenzione viene dedicata alla Calabria, descritta come una regione dotata di risorse produttive significative, dall’agricoltura all’olio, dalla seta al polo siderurgico di Mongiana, considerato un’eccellenza industriale del Regno delle Due Sicilie.
Il comunicato attribuisce alla Destra Storica responsabilità rilevanti nello smantellamento del sistema economico e sociale preesistente, richiamando la chiusura di realtà produttive, l’incameramento dei beni ecclesiastici e demaniali e la perdita degli usi civici. Da qui, secondo l’Osservatorio, avrebbe preso forma la Questione Meridionale, con conseguenze profonde sull’economia, sul lavoro e sull’identità del Mezzogiorno.
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Redazione 2
