Calabria interna, la mappa della rabbia: “Così i nuovi criteri cancellano i comuni montani veri”
La Fai Cisl Calabria attacca la nuova classificazione dei comuni montani, ritenuta troppo tecnica e distante dalle difficoltà reali dei territori. Nel mirino diversi centri del Crotonese, del Cosentino, del Reggino e del Catanzarese.
Le aree interne della Calabria non fanno notizia solo quando franano, si spopolano o restano isolate. A volte la frattura emerge dentro una classificazione amministrativa, un criterio tecnico, una definizione che rischia di cambiare fondi, tutele e visibilità. È il caso della polemica esplosa oggi sulla nuova riclassificazione dei comuni montani. In una regione dove montagna significa spesso distanza dai servizi, marginalità economica, strade difficili e spopolamento, la definizione di “comune montano” non è un’etichetta neutra. Può influire sul riconoscimento di disagi strutturali e sull’accesso a strumenti di supporto pubblico. Per questo il tema ha una valenza che va molto oltre la burocrazia. Oggi il segretario generale della Fai Cisl Calabria, Francesco Fortunato, ha criticato la nuova classificazione, sostenendo che parametri come altitudine o pendenza non bastano a rappresentare le reali condizioni di difficoltà dei territori. Nell’elenco dei comuni che rischiano di essere esclusi figurano, tra gli altri, Umbriatico, San Nicola dell’Alto e Carfizzi nel Crotonese; Scala Coeli, Terravecchia, Mandatoriccio, San Demetrio Corone e Montegiordano nel Cosentino; Benestare, Bruzzano, Palizzi, Casignana e Condofuri nel Reggino; Gimigliano nel Catanzarese. La polemica apre una questione molto sensibile per la Calabria profonda: chi decide cosa è marginale e con quali criteri. Se il tema crescerà, potrà trasformarsi in un confronto politico e istituzionale più ampio sulle aree interne e sul loro riconoscimento. Per i lettori calabresi è una notizia ad alto potenziale perché tocca identità, servizi e dignità dei territori. Ogni volta che una comunità sente di essere cancellata da una mappa, la reazione è fortissima anche sul piano del pubblico.
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Redazione 2

