Carolei, il gip respinge le misure cautelari: niente carcere per l’ex sindaco Iannucci
Rigettate le richieste della Procura per tutti gli otto indagati nell’inchiesta su acqua, appalti e gestione dei servizi comunali

Il gip del Tribunale di Cosenza ha respinto il 17 settembre 2026 le richieste di misure cautelari nei confronti dell’ex sindaco dimissionario di Carolei, Francesco Iannucci, e degli altri sette indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza. Per Iannucci la Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri indagati erano stati richiesti gli arresti domiciliari.
La decisione del gip
La decisione è arrivata dopo gli interrogatori preventivi degli indagati, svolti nei giorni scorsi davanti al giudice per le indagini preliminari Claudia Pingitore. Il rigetto riguarda complessivamente tutte le richieste cautelari formulate dalla Procura.
L’inchiesta, avviata nel 2024, prende in esame diverse ipotesi di reato. Tra le contestazioni figurano l’alterazione delle acque, la corruzione e la turbativa d’asta. Una parte degli accertamenti riguarda la gestione di una sorgente e la presunta immissione di acqua nella rete idrica comunale; un altro filone riguarda alcune procedure relative a servizi e lavori dell’amministrazione.
La posizione dell’ex primo cittadino è stata esaminata dal gip anche alla luce delle argomentazioni presentate dalla difesa durante l’interrogatorio. Iannucci, assistito dal proprio legale, ha fornito la propria ricostruzione sui punti contestati dagli investigatori, mentre la difesa ha depositato documentazione relativa alla qualità delle acque.
Gli altri sette indagati
Il provvedimento riguarda anche Paolo Filice, Francesco Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Porco, Francesco Pulice, Andrea Forlino e Luigi Principe, per i quali erano state richieste misure cautelari meno afflittive rispetto alla custodia in carcere.
Il rigetto delle misure cautelari non conclude l’inchiesta. Le indagini proseguono e le ipotesi formulate dalla Procura dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.
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Redazione 4


