Case vuote e famiglie in strada: la Calabria davanti all’emergenza abitativa
In Calabria cresce l’emergenza abitativa: case popolari insufficienti, affitti in aumento e famiglie povere messe le une contro le altre.
La crisi abitativa in Calabria rappresenta uno dei fronti più drammatici della cosiddetta “guerra tra poveri”. L’Aterp regionale versa da anni in una profonda difficoltà strutturale: l’ente è commissariato, dispone di un organico fortemente insufficiente e non riesce a rispondere a una domanda di alloggi popolari in costante crescita. Migliaia di abitazioni pubbliche risultano inutilizzate perché fatiscenti, abbandonate o mai completate, mentre molte altre necessitano di interventi urgenti di manutenzione straordinaria. A gennaio 2025 risultavano ancora inevase oltre 11 mila domande, lasciando migliaia di famiglie in attesa di una sistemazione dignitosa.
Il problema si aggrava in un contesto segnato dal caro affitti, dalla presenza di numerose case sfitte e dagli effetti del turismo intensivo, che favorisce la trasformazione degli appartamenti in case vacanze e B&B. A Lamezia Terme, questa situazione si traduce in nuove tensioni sociali: famiglie già fragili rischiano di essere sfrattate per fare spazio ad altri nuclei aventi diritto, alimentando una contrapposizione tra persone ugualmente bisognose.
Il testo denuncia inoltre le strumentalizzazioni legate alla questione Rom, sottolineando che il vero problema non è l’etnia degli assegnatari, ma la scarsità di alloggi disponibili. Il Fronte Comunista rivendica un piano straordinario di edilizia popolare, il recupero delle case sfitte, il controllo degli affitti e politiche abitative orientate al diritto alla casa, non al profitto immobiliare.
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Redazione 2