Catanzaro, la memoria del Carmine rivive nel Venerdì Santo: fede, radici e volti indimenticabili
Piero Mascitti ricorda il Venerdì Santo a Catanzaro attraverso fede, tradizione e memoria affettiva del quartiere Carmine.

Il racconto di Piero Mascitti dedicato al Venerdì Santo a Catanzaro diventa un intenso viaggio nella memoria religiosa, affettiva e popolare della comunità del Carmine. Al centro vi è la forza evocativa della tradizione pasquale catanzarese, segnata dal canto “Ti saluto, o Croce Santa” e dal rito della Naca, momento di profonda devozione collettiva che accompagna la città nella meditazione sulla Passione di Cristo.
L’autore richiama l’immagine delle processioni provenienti dalle diverse parrocchie, con i fedeli che avanzano in segno di penitenza e partecipazione spirituale, riportando alla luce un patrimonio identitario ancora vivo nella sensibilità cittadina. La parrocchia del Carmine emerge come luogo del cuore, spazio dell’infanzia, della crescita e dei legami familiari, descritto con nostalgia e gratitudine.
Nel ricordo personale trovano posto figure significative della comunità, come il Generale Medico Emilio Sorbara, ricordato per l’impegno verso i bambini più poveri del quartiere, e il senatore Elio Tiriolo, indicato come benefattore vicino ai bisogni della gente. Il testo si chiude con un pensiero commosso per la zia Anna Lopez, recentemente scomparsa, trasformando il ricordo del Venerdì Santo in un omaggio alla fede, alla comunità e agli affetti che continuano a vivere nella memoria.
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Redazione 2


