Clima, la Calabria non può più aspettare: 133 eventi estremi riaprono il dossier sul piano energia regionale
La pressione sulla Regione sale mentre il clima presenta il conto con numeri che non consentono più rinvii. Il nuovo piano energia e clima torna così a essere un tema politico centrale, non più rinviabile.

Quando il meteo smette di essere eccezione e diventa frequenza, la politica non può più limitarsi a rincorrere l’emergenza. In Calabria il dibattito sul nuovo Piano regionale energia e clima torna con forza al centro della scena, spinto da un dato che pesa come un allarme strutturale. La transizione energetica, per una regione fragile sotto il profilo idrogeologico e climatico, non riguarda soltanto il futuro ambientale. Riguarda i costi per famiglie e imprese, la sicurezza dei territori, la capacità di prevenire danni e la qualità delle scelte pubbliche nel medio periodo. È su questo crinale che il tema del piano regionale assume un valore politico pieno: non più una questione tecnica per specialisti, ma una decisione che tocca economia, infrastrutture e protezione delle comunità. È stato chiesto alla Regione Calabria di completare il nuovo Piano regionale energia e clima, coordinato dal dipartimento Unità per l’efficienza energetica dell’Enea, con strategie orientate al 2030 e al 2040 in linea con gli obiettivi europei del pacchetto “Fit for 55”. Il punto più forte del dossier, però, è nei numeri: dal 2010 fino alla scorsa settimana sono stati censiti in Calabria 133 eventi meteo estremi con danni; di questi, 115 si sono verificati dal 2015 e 18 dall’inizio del 2026. È una progressione che trasforma il clima da tema astratto a fatto politico immediato. La pressione adesso è sulle istituzioni regionali, chiamate a dare forma a una strategia capace di unire energia, prevenzione e adattamento. Il nodo non è soltanto produrre più rinnovabili, ma costruire un quadro decisionale che riduca vulnerabilità, costi e improvvisazione. In gioco c’è anche la credibilità della programmazione regionale. Per i cittadini calabresi questa vicenda interessa da vicino perché parla di bollette, sicurezza del territorio, tenuta delle imprese e difesa delle case e delle infrastrutture. Quando gli eventi estremi aumentano, la differenza fra un territorio fragile e uno più protetto la fanno le decisioni politiche prese in tempo.
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Redazione 2
