Cosenza prova a sfidare il mostro delle attese: 8,6 milioni e una sanità che smette di nascondersi dietro le agende di carta
L’Asp di Cosenza approva il nuovo piano 2026-2027 per il governo delle liste d’attesa. Il provvedimento vale oltre 8,6 milioni, punta alla digitalizzazione totale dei servizi territoriali e introduce nuove regole organizzative.

In Calabria ci sono atti amministrativi che valgono più di una polemica politica, perché incidono su una delle esperienze più concrete e più frustranti dei cittadini: aspettare troppo per una visita o un esame. Il nuovo piano approvato oggi dall’Asp di Cosenza per il governo delle liste d’attesa rientra in questa categoria. Non è solo un documento tecnico: è un atto di governo territoriale che prova a trasformare la gestione della domanda sanitaria da pratica opaca e frammentata a sistema tracciabile e verificabile. Le liste d’attesa sono uno dei punti in cui la credibilità delle istituzioni si misura in modo più diretto. Se il sistema non funziona, il cittadino non percepisce un problema astratto di organizzazione: percepisce abbandono. Proprio per questo ogni intervento serio su prenotazioni, tracciabilità e volumi delle prestazioni è anche una scelta politica, nel senso più pieno del termine. Il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha approvato oggi il Pagla 2026-2027, nuovo piano per il governo delle liste d’attesa, con fondi per oltre 8,6 milioni di euro. Il provvedimento prevede la digitalizzazione totale dei servizi territoriali, l’addio alle agende cartacee e l’obbligo di tracciabilità digitale anche per salute mentale, consultori e SerD. Viene introdotta una governance guidata dal responsabile unico aziendale e una netta separazione tra agende di primo accesso e controlli. Per alcune prestazioni che superano i 200 giorni, il piano prevede anche percorsi di tutela, aperture straordinarie degli ambulatori fino alle 23 e nei weekend e un monitoraggio sull’attività libero-professionale. Se il piano verrà applicato davvero, cambierà non solo l’organizzazione interna ma il rapporto tra cittadino e sanità pubblica. Il passaggio decisivo sarà trasformare la promessa di tracciabilità in un abbattimento misurabile dei tempi, altrimenti resterà un’altra architettura ben scritta e poco sentita. La notizia interessa i cittadini calabresi perché qui la politica viene giudicata soprattutto sulla capacità di rendere accessibili i servizi essenziali. Ridurre le liste d’attesa non è un tema laterale: è uno dei luoghi in cui si decide se le istituzioni stanno davvero governando il territorio o se continuano soltanto a rincorrere l’emergenza.
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Redazione 2
