Cutro, due persone in carcere per il presunto omicidio di Salvatore Giglio
Le misure cautelari eseguite dai Carabinieri dopo due anni di indagini: il corpo dell'uomo non è stato ancora ritrovato

Due persone sono state sottoposte a custodia cautelare in carcere nelle prime ore della mattinata del 30 settembre 2026 a Cutro, nel Crotonese, con l'accusa, allo stato delle indagini, di aver concorso nell'omicidio e nell'occultamento del cadavere di Salvatore Giglio, scomparso nel settembre 2024. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Crotone, con il supporto dei militari della Compagnia di Crotone, su disposizione del Gip del Tribunale di Crotone e su richiesta della Procura della Repubblica.
La scomparsa e le indagini
La vicenda era iniziata il 28 settembre 2024, quando la moglie di Giglio aveva denunciato alla Stazione Carabinieri di Cutro la scomparsa del marito, che all'epoca aveva 69 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la scomparsa risaliva al 21 settembre precedente.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Crotone, è proseguita fino al dicembre 2025 attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre all'acquisizione di testimonianze. Nel corso degli accertamenti sarebbero emersi elementi indiziari a carico di una donna e del figlio, ritenuti coinvolti nell'omicidio del familiare convivente e nel successivo occultamento del corpo.
Secondo l'ipotesi investigativa, il cadavere sarebbe stato gettato nelle acque del fiume Tacina, nella località Steccato di Cutro. Le ricerche hanno coinvolto anche i Carabinieri del Ris e i Subacquei di Messina, ma la salma non è stata ancora individuata.
Il provvedimento cautelare
L'ordinanza descrive inoltre, secondo l'accusa, una serie di condotte che avrebbero avuto l'obiettivo di ostacolare le indagini, tra cui la denuncia tardiva della scomparsa, l'accordo sulle versioni da fornire agli investigatori e il tentativo di cancellare eventuali tracce nella scena ritenuta collegata al delitto.
Tra gli elementi indicati nell'ordinanza figurerebbe anche l'acquisto di varechina per ripulire la scena del crimine e l'acquisizione di dichiarazioni successivamente ritenute dagli investigatori contraddittorie.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le persone sottoposte a misura cautelare devono pertanto essere considerate non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.
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Redazione 4


