Dall’incubo giudiziario alla libertà: assolta in Austria grazie alla difesa partita da Catanzaro
Dopo otto mesi di carcere e una condanna per tentato omicidio, una donna torinese è stata assolta in appello a Linz e ha ringraziato pubblicamente il proprio avvocato.
Una donna torinese di 44 anni è stata assolta il 20 luglio 2026 dalla Corte d’assise d’appello di Linz, in Austria, al termine di una complessa vicenda giudiziaria iniziata due anni prima. Secondo la testimonianza da lei affidata a La Nuova Calabria, il 3 luglio 2024, durante un soggiorno di lavoro a Salisburgo, un collega l’avrebbe accompagnata a casa e avrebbe poi tentato insistentemente un approccio sessuale contro la sua volontà, assumendo un comportamento aggressivo e minaccioso.
La donna racconta di aver impugnato un coltello da pizza per difendersi. L’uomo, lanciandosi verso di lei, sarebbe rimasto ferito tra la spalla e il petto. In seguito all’episodio, la torinese fu accusata di tentato omicidio, trascorse otto mesi in carcere a Linz per il rischio di fuga e venne condannata in primo grado dalla Corte d’assise di Salisburgo.
In vista dell’appello, la donna si rivolse a Marco Grande, avvocato e docente di procedura penale del Foro di Catanzaro. Il legale analizzò un fascicolo di circa quattromila pagine, approfondì la normativa austriaca e collaborò con l’avvocato salisburghese Jürgen Pföstl. La strategia difensiva portò infine all’assoluzione.
Nella lettera pubblicata dal giornale, la donna esprime profonda gratitudine verso Grande, sottolineandone competenza, determinazione e sostegno umano. Definisce la sentenza il momento che le ha restituito libertà, serenità e fiducia nel futuro.
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Redazione 2