Dieci anni di chiusure, ma il 2025 resiste: “perse 128mila imprese”, il saldo però tiene
Un’analisi evidenzia 128mila imprese in meno in dieci anni. Nel 2025 però molte aziende “reggono” e fanno tesoro delle crisi globali.

Il tessuto produttivo italiano resta sotto pressione: in dieci anni il numero di imprese si è ridotto sensibilmente. Ma il 2025 mostra anche capacità di adattamento, dopo una sequenza di shock. Inflazione, energia, pandemia, tensioni geopolitiche: l’ultimo decennio ha colpito soprattutto microimprese e attività tradizionali. Sopravvivere ha spesso significato cambiare modello: digitale, export, specializzazione. Viene indicata la perdita di 128mila imprese nell’arco di dieci anni. Allo stesso tempo, l’analisi sottolinea che nel 2025 una parte consistente delle aziende in attività ha saputo reagire alle crisi globali, mantenendo la tenuta del sistema nonostante il contesto. Il dato spinge a rafforzare strumenti di accompagnamento: credito mirato, semplificazioni, formazione manageriale e incentivi all’innovazione. La selezione naturale continua, ma può diventare “qualitativa” se supportata. Per la Calabria, dove molte imprese sono familiari, la resilienza è una parola concreta: mantenere aperto significa lavoro e servizi nei comuni. Sostenere chi innova e resiste è la chiave per evitare spopolamento economico.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO


