Disabilità, la sfida vera inizia ora: a Catanzaro il confronto sulla riforma tra diritti, ritardi e rischio incompiutezza
A Catanzaro istituzioni, sindacati e associazioni si confrontano sulla riforma della disabilità: una svolta importante che, senza risorse e servizi concreti, rischia però di restare solo sulla carta.

Un confronto ampio e partecipato per analizzare opportunità, criticità e prospettive della riforma della disabilità: è questo il cuore dell’iniziativa promossa dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo alla Casa delle Culture di Catanzaro. Al centro del dibattito, il nuovo modello introdotto dal decreto legislativo 62/2024, che punta a superare l’approccio assistenzialista per costruire un sistema fondato sul “progetto di vita” e sulla piena inclusione delle persone con disabilità.
I numerosi interventi di rappresentanti istituzionali, sindacali e del mondo associativo hanno condiviso una valutazione comune: la riforma rappresenta un passaggio storico, ma rischia di restare incompiuta senza risorse adeguate, servizi territoriali integrati e una reale capacità operativa nei territori.
Il segretario della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, ha sottolineato la necessità di tradurre le norme in diritti concreti, con particolare attenzione a lavoro, sanità, istruzione e trasporti. Sulla stessa linea la Cgil nazionale, che ha evidenziato il valore innovativo del modello biopsico-sociale introdotto dalla riforma, centrato sulla persona e non più esclusivamente sull’aspetto sanitario.
La Calabria, unica regione italiana ad aver esteso la sperimentazione a tutte le province, viene indicata come laboratorio nazionale. Tuttavia, persistono difficoltà nell’attuazione dei progetti di vita personalizzati, nella carenza di personale e nell’integrazione sociosanitaria.
Dal confronto è emersa con forza anche la necessità di un cambiamento culturale: inclusione, lavoro e autonomia devono diventare diritti esigibili e non semplici principi normativi. Il messaggio condiviso è chiaro: la riforma può diventare una svolta reale solo attraverso investimenti strutturali, collaborazione tra istituzioni e piena partecipazione delle comunità territoriali.
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Redazione 2


