Donne, mafia e memoria: a Catanzaro storie dimenticate diventano coscienza collettiva
A Catanzaro un incontro con Libera ha ricordato le donne vittime di mafia, trasformando storie dimenticate in memoria e impegno collettivo.

Un intenso momento di riflessione si è svolto presso il CSV Calabria Centro, dove l’incontro promosso insieme a Libera Catanzaro ha unito simbolicamente le ricorrenze dell’8 e del 21 marzo, ponendo al centro il tema della diseguaglianza delle donne e il ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Guidato dalla referente di Libera Catanzaro, Elvira Iaccino, e da Giulia Menniti, l’incontro ha restituito uno spaccato profondo e spesso poco conosciuto di storie di donne calabresi uccise dalla criminalità organizzata. Non solo figure note come Lea Garofalo, ma anche tante vittime invisibili, spesso colpite per il solo legame familiare con ambienti mafiosi o per aver scelto di ribellarsi.
È emerso con forza il doppio peso che queste donne hanno pagato: come vittime e come donne, in un contesto segnato da logiche patriarcali e violente. L’80% delle oltre 1100 vittime di mafia non ha ancora ottenuto giustizia, dato che evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione civile.
Particolarmente significativo il contributo dei volontari del Servizio Civile, che hanno approfondito e raccontato le storie di alcune vittime, trasformando la memoria in partecipazione attiva.
L’iniziativa si inserisce nel percorso verso la Giornata della Memoria e dell’Impegno del 21 marzo, quest’anno a Torino, simbolicamente rappresentata dalla formica, emblema di comunità e condivisione.
L’incontro si è concluso con la lettura dei nomi delle vittime: un gesto collettivo di memoria e responsabilità, per trasformare il ricordo in coscienza civile.
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Redazione 2

