DOPO LO SCIOPERO DEL 30 OTTOBRE, LA MOBILITAZIONE CONTINUA: IL 12 DICEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
E di Bilancio, USB attacca il Governo Meloni: «Più risorse per le spese militari e meno investimenti per servizi pubblici, scuola e sanità». Il sindacato rilancia la protesta per salari, pensioni e diritti dei lavoratori.

Dopo lo sciopero generale del 30 ottobre, l'Unione Sindacale di Base (USB) annuncia la prosecuzione della mobilitazione contro le politiche economiche del Governo Meloni e le misure contenute nella nuova Legge di Bilancio.
Al centro della contestazione ci sono l'aumento delle spese militari, i tagli al personale scolastico, il blocco del turnover nel pubblico impiego, le modifiche alle rivalutazioni pensionistiche e le risorse destinate alla sanità.
Secondo il sindacato, l'incremento delle spese militari, indicato in oltre 14 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, avverrebbe a discapito degli investimenti nei servizi pubblici e della tutela delle fasce sociali più deboli.
Tra le principali criticità evidenziate dall'USB figurano il taglio di 7.000 posti di lavoro nella scuola, la riduzione del 25% del turnover nella pubblica amministrazione, gli interventi sulle pensioni e i finanziamenti alla sanità giudicati insufficienti.
Il sindacato critica inoltre le misure fiscali previste dalla manovra, ritenendole inadeguate a garantire un reale miglioramento delle condizioni economiche di lavoratori e famiglie.
L'USB chiede quindi di rafforzare l'alleanza tra lavoratori, giovani e pensionati, ponendo al centro le questioni salariali, il contrasto al carovita, la difesa dei servizi pubblici e l'opposizione alle politiche di riarmo.
La mobilitazione proseguirà il 12 dicembre con una manifestazione nazionale a Roma, per dare continuità alla protesta avviata con lo sciopero generale del 30 ottobre.
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