Energia, l’opposizione alza il pressing in Calabria: “Agricoltura e pesca non reggono più”
In Consiglio regionale arriva una mozione che chiede misure urgenti contro l’impatto della crisi energetica su agricoltura e pesca. Il testo punta il dito sui rincari e chiede sostegni straordinari.

La politica regionale torna a misurarsi con il tema che più rapidamente può trasformare la tensione internazionale in emergenza locale: l’energia. In Calabria il fronte dell’opposizione ha scelto di formalizzare lo scontro con una mozione che punta dritta su due comparti simbolo e fragili allo stesso tempo, agricoltura e pesca. Quando aumentano carburanti, fertilizzanti e costi di produzione, le regioni a forte esposizione agricola e con un comparto ittico sensibile assorbono l’urto più velocemente. È in questo quadro che la crisi geopolitica nel Golfo Persico viene letta come un fattore immediato di pressione sul sistema produttivo calabrese. I capigruppo di opposizione in Consiglio regionale hanno presentato una mozione che chiede misure straordinarie per i settori più colpiti dall’aumento dei costi energetici e degli input produttivi. Nel documento si parla di una situazione “insostenibile” per le imprese agricole e per la pesca. Tra le richieste avanzate figurano strumenti di sostegno per le aziende maggiormente esposte, sistemi di monitoraggio contro eventuali fenomeni speculativi sui carburanti e lungo la filiera agroalimentare, oltre all’attivazione di iniziative in sede nazionale ed europea per ottenere risorse adeguate. Nel testo compare anche la proposta di politiche straordinarie comunitarie, con l’ipotesi di escludere le risorse destinate all’emergenza energetica dai vincoli del Patto di Stabilità. Ora il punto non è soltanto politico, ma operativo: capire se la Giunta raccoglierà il pressing, in che misura e con quali strumenti. La partita si sposta quindi dal terreno della denuncia a quello delle risposte concrete, dove si misurerà la reale capacità regionale di attutire lo shock dei rincari. Interessa i cittadini calabresi perché tocca due pezzi vitali dell’economia reale e della tenuta sociale del territorio. Se agricoltura e pesca soffrono, non soffrono solo due comparti: si indeboliscono lavoro, prezzi, filiere locali e identità produttiva. Per questo la discussione energetica, in Calabria, non è mai soltanto tecnica.
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Redazione 2


