Giustizia e informazione, il CSM cambia le regole: trasparenza o nuovo bavaglio?
Il CSM prepara nuove regole sulla comunicazione giudiziaria: più comunicati ufficiali, conferenze stampa limitate e maggiore tutela della reputazione, ma resta forte il dibattito sul rischio di un bavaglio all’informazione.
Arriva al plenum del Consiglio superiore della magistratura la nuova delibera destinata a ridefinire i rapporti tra uffici giudiziari, magistrati e organi di informazione. Il provvedimento aggiorna le linee guida del 2018 e introduce un modello di comunicazione più controllato, istituzionale e tracciabile, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la presunzione di innocenza, la reputazione delle persone coinvolte nei procedimenti e la correttezza dell’informazione giudiziaria. Tra i punti centrali figura il rafforzamento del comunicato scritto come forma ordinaria di divulgazione, mentre le conferenze stampa diventano strumenti eccezionali, da motivare solo in presenza di uno specifico interesse pubblico. Particolare attenzione viene riservata anche alla diffusione degli atti, con limiti alla riproduzione di ordinanze e documenti la cui pubblicazione sia vietata dalla legge. Le nuove regole prevedono inoltre l’obbligo di aggiornare le notizie in caso di evoluzioni rilevanti del procedimento, come archiviazioni, proscioglimenti o assoluzioni, garantendo visibilità anche agli sviluppi favorevoli agli indagati. Il testo, tuttavia, alimenta un acceso confronto con il mondo dell’informazione: la Federazione nazionale della stampa teme una compressione del diritto di cronaca e un accesso più difficile alle fonti, mentre i promotori respingono l’accusa di “bavaglio” e parlano di maggiore equilibrio, sobrietà e responsabilità istituzionale.
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Redazione 2
