Il Mezzogiorno non può aspettare: 50 milioni per formare le PMI del Sud, la Calabria entra nel perimetro decisivo
Nuove regole operative per il bando dedicato alle competenze specialistiche nelle PMI del Sud. La misura finanzia al 50% i costi di formazione per transizione digitale e green nelle regioni meridionali, Calabria compresa.

A volte una misura economica non fa rumore, ma può cambiare molto più di un grande annuncio. È il caso del bando aggiornato oggi per lo sviluppo delle competenze specialistiche nelle PMI del Sud: un intervento che parla di formazione, ma in realtà tocca produttività, competitività e sopravvivenza stessa delle imprese meridionali. Il Mezzogiorno soffre da anni un doppio ritardo: quello infrastrutturale e quello delle competenze. Senza personale formato, anche gli incentivi rischiano di restare sulla carta. Per questo le misure che accompagnano la transizione digitale e green diventano decisive, soprattutto in territori dove molte aziende hanno dimensioni ridotte e margini più stretti per investire in autonomia. Con la circolare diffusa oggi, il Ministero ha aggiornato le regole operative della misura “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI”, un fondo perduto da 50 milioni di euro destinato alla transizione digitale e verde. Le domande si apriranno il 21 aprile sulla piattaforma Invitalia. L’agevolazione copre il 50% delle spese sostenute dalle piccole e medie imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono partecipare le imprese regolarmente iscritte al Registro, non in liquidazione e con almeno un bilancio approvato. La misura chiarisce anche un punto cruciale: la formazione potrà riguardare esclusivamente i dipendenti impiegati presso unità locali nelle regioni meno sviluppate. La selezione avverrà con graduatoria di merito, non con click day. Il valore del bando sta tutto qui: non finanzia semplicemente corsi, ma prova a costruire capacità operativa nelle aziende del Sud. Per molte PMI sarà anche una prova di maturità organizzativa, perché serviranno progettazione, tempi rapidi e documentazione precisa. Chi saprà muoversi bene potrà rafforzare davvero il proprio posizionamento. Per la Calabria questa è una notizia di prima fascia. Perché riguarda direttamente le imprese del territorio e il loro bisogno più urgente: non solo sopravvivere, ma diventare più moderne, più preparate e più competitive. In una regione che spesso perde giovani competenti, investire sulla formazione dentro le aziende significa anche provare a trattenere valore, lavoro qualificato e futuro.
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Redazione 2