Il Paradosso di Tropea: Il PD Invoca la "Questione Morale" di Berlinguer e Chiede le Dimissioni di Macrì
Il Partito Democratico di Vibo Valentia esorta il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì — rieletto ma dichiarato incandidabile dopo un precedente scioglimento per mafia —, a rassegnare le dimissioni immediate. Richiamando l'etica pubblica di Enrico Berlinguer, il PD chiede un atto di responsabilità per salvare l'immagine internazionale del borgo dal rischio di un nuovo commissariamento o da un biennio di paralisi giudiziaria.

Vibo Valentia – Nel quarantaquattresimo anniversario della scomparsa di Enrico Berlinguer, il Partito Democratico vibonese solleva un duro atto d'accusa contro la gestione politica di Tropea, definendola un "paradosso burocratico e istituzionale". Al centro della polemica vi è la figura del sindaco Giovanni Macrì: già alla guida di un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose, Macrì si è ricandidato ottenendo il consenso popolare, per poi essere dichiarato incandidabile subito dopo il voto.
La segretaria provinciale del PD, Teresa Esposito, evidenzia come la "Perla del Tirreno" si trovi oggi bloccata in un limbo normativo logorante. Le strade future appaiono entrambe penalizzanti per la comunità: da un lato, un lungo iter di ricorsi in Appello e Cassazione che garantirebbe una governance precaria e priva di serenità amministrativa; dall'altro, il rischio concreto di un nuovo accesso ispettivo da parte della Prefettura di Vibo Valentia, anticamera di un ennesimo commissariamento.
Per tutelare il brand turistico e la dignità dei cittadini, il PD chiede a Macrì un immediato "scatto di reni" attraverso le dimissioni. Questa scelta, conclude la nota dei dem, non rappresenterebbe una resa, bensì un gesto di altissima responsabilità politica e l'unico strumento efficace per liberare Tropea dalle ombre.
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Redazione 2

