Il passaggio più delicato delle imprese italiane: quasi una su due verso il cambio generazionale
Confindustria lancia un allarme strategico: quasi metà delle imprese familiari italiane sarà coinvolta in un cambio generazionale nei prossimi dieci anni. La partita riguarda continuità produttiva e futuro del manifatturiero.
Il cambio generazionale non è una formalità notarile. È uno dei momenti più fragili e decisivi della vita di un’impresa, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove la struttura economica poggia in larga parte sulle aziende familiari. Molte imprese nate nel secondo dopoguerra o cresciute negli ultimi decenni stanno entrando nella fase della successione. Il rischio non riguarda solo gli assetti proprietari, ma la perdita di competenze, relazioni, identità produttiva e tenuta occupazionale. Confindustria ha sottolineato oggi che quasi la metà delle imprese familiari italiane sarà interessata da un cambio generazionale entro dieci anni. Il passaggio viene definito cruciale per preservare la continuità del patrimonio manifatturiero e non come una semplice staffetta, ma come un progetto di futuro basato sull’incontro tra esperienza e nuove energie. Il tema apre una questione nazionale: servono formazione, pianificazione e strumenti adeguati per evitare che la successione si trasformi in discontinuità industriale o perdita di competitività. In Calabria, dove il tessuto economico è fatto di molte realtà familiari, il tema è ancora più sensibile. Qui il ricambio generazionale può decidere se un’impresa continua a vivere, cresce, oppure si ferma.
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Redazione 2


