Inchiesta “Teorema”, niente riti alternativi: Manica e Combariati verso il processo
Il Gup di Crotone ha respinto il rito abbreviato e il patteggiamento: prima udienza del giudizio immediato fissata al 14 ottobre

Il Gup del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto ha respinto il 16 settembre 2026 le richieste di rito alternativo presentate da Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia ed ex consigliere comunale di Crotone, e dall’imprenditore Giacomo Combariati, entrambi coinvolti nell’inchiesta “Teorema” della Procura di Crotone. I due dovranno quindi affrontare il giudizio immediato insieme agli altri tre destinatari delle misure cautelari. La prima udienza è stata fissata per il 14 ottobre.
Le richieste respinte
Manica aveva chiesto di essere giudicato con rito abbreviato condizionato all’audizione di cinque testimoni e al deposito di una perizia tecnica di parte. Combariati aveva invece presentato un’istanza di patteggiamento a 2 anni e 11 mesi di reclusione, sulla quale era stato espresso il consenso del pubblico ministero.
Entrambe le richieste sono state rigettate dal Gup. La decisione non riguarda soltanto l’esito delle istanze, ma determina il percorso processuale dei due imputati, che saranno chiamati a comparire davanti al Tribunale di Crotone nel giudizio immediato.
L’inchiesta “Teorema”
L’indagine della Procura di Crotone, condotta dalla Guardia di finanza, riguarda un presunto sistema di gestione illecita di appalti pubblici. Secondo l’ipotesi accusatoria, Manica avrebbe avuto un ruolo centrale nel meccanismo, mentre Combariati sarebbe stato considerato dagli inquirenti un suo collaboratore e avrebbe messo a disposizione le proprie società per ottenere affidamenti.
Nel marzo 2026 erano stati notificati avvisi di garanzia a 20 persone ed era stato eseguito un sequestro di beni per circa 400 mila euro. Nel mese successivo erano poi scattate le misure cautelari nei confronti di Manica e Combariati, sottoposti alla custodia in carcere, e di altri tre indagati destinatari di misure differenti.
Le contestazioni, a vario titolo, comprendono ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture.
Le accuse dovranno essere valutate nel processo. Per tutti gli imputati resta fermo il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
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Redazione 4


