Inflazione, alimentari ancora cari nonostante il rallentamento generale
L’inflazione rallenta, ma i prezzi dei beni alimentari restano elevati. Le famiglie faticano a recuperare potere d’acquisto.

I più recenti indicatori economici evidenziano un rallentamento dell’inflazione complessiva, segnale che lascia intravedere una parziale stabilizzazione dei prezzi dopo una lunga fase di aumenti. Tuttavia, questa dinamica non si riflette in modo uniforme sul costo della vita quotidiana: il carrello della spesa continua a rappresentare una delle voci più critiche per i bilanci familiari. Negli ultimi due anni, i rincari dei prodotti alimentari hanno inciso in maniera significativa sui consumi, riducendo il potere d’acquisto e modificando le abitudini delle famiglie.
I beni di prima necessità, come pane, latte e pasta, mantengono livelli di prezzo elevati, rendendo difficile una reale percezione di sollievo per i cittadini. Solo alcuni comparti registrano lievi riduzioni, insufficienti però a compensare l’impatto cumulato degli aumenti precedenti. In questo contesto, la tenuta dei consumi appare fragile: molte famiglie continuano a ridurre le quantità acquistate o a orientarsi verso prodotti a minor costo, con ripercussioni anche sull’equilibrio del mercato.
Le associazioni dei consumatori sottolineano la necessità di interventi mirati, capaci di tutelare le fasce più vulnerabili e di sostenere la domanda interna. In Calabria, dove i redditi medi risultano inferiori rispetto alla media nazionale, il caro-alimentari assume una valenza sociale ancora più marcata, accentuando le disuguaglianze e il rischio di impoverimento.
Il quadro che emerge è quello di un’economia in fase di transizione: se da un lato l’inflazione rallenta, dall’altro il costo dei beni essenziali continua a pesare sulle famiglie, rendendo urgente una riflessione sulle politiche di sostegno al reddito e sul controllo dei prezzi lungo la filiera alimentare.
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Redazione 2


