Iran nel silenzio e nel sangue: l’allarme di Nazanin Boniadi scuote il mondo
Nazanin Boniadi denuncia migliaia di morti nelle proteste in Iran e chiede sostegno internazionale per una transizione verso elezioni libere.
L’attrice e attivista britannico-iraniana Nazanin Boniadi ha lanciato un drammatico appello alla comunità internazionale, denunciando a Sky News una repressione di massa in Iran che, secondo le informazioni in suo possesso, avrebbe già causato la morte di migliaia di manifestanti. Nata a Teheran e cresciuta a Londra, Boniadi ha spiegato di ricevere notizie frammentarie a causa del blackout di internet imposto dalle autorità da oltre tre giorni. Le poche informazioni disponibili, ottenute grazie a collegamenti satellitari come Starlink, descrivono una situazione estremamente grave, con testimonianze che parlano di obitori colmi e di centinaia di corpi ammassati in strutture improvvisate.
Secondo l’attrice, le proteste, iniziate il 28 dicembre e innescate dal collasso economico, esprimono in realtà una richiesta molto più profonda: la fine del regime degli Ayatollah e il recupero della dignità e della libertà. Molti dei manifestanti sono giovani che non hanno conosciuto altra forma di governo e che oggi non hanno più nulla da perdere.
Boniadi ha inoltre indicato nell’erede in esilio Reza Pahlavi una possibile figura di riferimento per una fase di transizione, sottolineando la necessità di elezioni libere ed eque. L’obiettivo finale, ha ribadito, è che sia il popolo iraniano a decidere autonomamente il proprio futuro, che si tratti di una repubblica o di una monarchia costituzionale.
Written by
BRUTTO ALESSANDRO

