Isola Capo Rizzuto, accesso antimafia al Comune: tra i dossier anche la posizione di una consigliera
La Commissione insediata in Municipio esamina gli atti sulle possibili ingerenze della ’ndrangheta. Al vaglio anche i rapporti societari e familiari emersi nell’inchiesta “Black Flower”.

La Commissione d’accesso antimafia insediata al Comune di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, sta esaminando anche la posizione della consigliera comunale Maria Teresa (“Mary”) Muraca. Al centro degli accertamenti sono finiti i rapporti societari e familiari emersi dalle carte dell’operazione “Black Flower”, l’inchiesta della Dda di Catanzaro sul racket nel villaggio turistico Seleno-Margherita.
La consigliera figurava, secondo le visure camerali analizzate dagli investigatori, come titolare del 25% delle quote della G.B. Costruzioni S.r.l. La società è indicata nelle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, nel settembre 2008, come un’impresa gestita direttamente per conto della cosca Arena.
I rapporti societari e familiari
La documentazione esaminata dagli investigatori riguarda anche la I.G.B. Immobiliare S.r.l., società che condivideva tre soci con la G.B. Costruzioni: Giuseppe Bruno, Carmine Antonio Timpa e Pasquale Serio, con le medesime quote di capitale.
A distinguere le due società era il quarto socio. Nella I.G.B. Immobiliare il 25% risultava intestato a Domenico Muraca, padre della consigliera, finito agli arresti domiciliari nell’inchiesta “Black Flower”. Nella G.B. Costruzioni, la stessa quota figurava invece a nome della figlia.
Domenico Muraca è inoltre sposato con Maria Arena, figlia del defunto boss Vincenzo Arena, detto “Cenzo u’ Sanguinario”. È cugino diretto di Angelo Muraca, già coinvolto nell’inchiesta “Jonny” e condannato. Sono elementi riportati nelle ricostruzioni investigative e che la Commissione dovrà valutare nel quadro complessivo dell’accesso.
Gli atti sotto esame
Il lavoro dei tre commissari inviati dalla Prefettura riguarda gli atti e le delibere prodotti dal 2025, durante il secondo mandato della Giunta guidata da Maria Grazia Vittimberga. L’obiettivo è verificare eventuali ingerenze della criminalità organizzata nelle scelte dell’amministrazione comunale.
Nel materiale confluito negli accertamenti figurano anche elementi provenienti da altre inchieste giudiziarie, oltre alle vicende relative al villaggio Seleno e ad alcuni procedimenti riguardanti la gestione amministrativa del Comune.
La presenza della consigliera nei dossier, così come i rapporti societari e familiari ricostruiti dagli investigatori, non equivale di per sé all’accertamento di responsabilità personali. Saranno ora i commissari a valutare gli atti e l’eventuale esistenza di condizionamenti dell’ente.
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Redazione 2


