Italia e STEM: il paradosso delle competenze mancanti tra aziende e giovani ingegneri
In Italia cresce il divario tra aziende e competenze STEM: iniziative e eventi mirano a colmare il mismatch tra formazione e lavoro.

Il sistema produttivo italiano si trova di fronte a un crescente squilibrio tra domanda e offerta di competenze nel settore STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), con un impatto diretto sulla competitività delle imprese e sulle prospettive occupazionali dei giovani. A evidenziarlo è l’iniziativa promossa da Ingegneria Italia, che punta a ridurre il divario strutturale tra aziende e professionisti tecnici attraverso nuovi modelli di incontro e formazione.
Il quadro attuale mostra un vero e proprio “mismatch”: circa il 70% delle aziende del manifatturiero dichiara difficoltà nel reperire tecnici qualificati, mentre solo una quota minoritaria di studenti italiani sceglie percorsi STEM. Il dato è aggravato da una forte disparità di genere, con una presenza femminile ancora limitata in molte discipline ingegneristiche e tecnologiche.
L’iniziativa “Convivium”, organizzata a Padova e poi replicata nei principali distretti industriali italiani, nasce proprio per favorire il dialogo diretto tra imprese, studenti e professionisti, superando i limiti dei tradizionali career day universitari. L’obiettivo è ampliare il bacino di competenze disponibili e rendere più efficace l’incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato.
Secondo gli esperti del settore, la crescente distanza tra percorsi formativi e fabbisogni industriali rischia di rallentare la transizione verso modelli produttivi avanzati, come l’Industria 5.0, rendendo urgente un ripensamento dei sistemi educativi e delle politiche di orientamento.
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Redazione 2
