“Lavorare per vivere, non morire lavorando”: da Cirò Marina un appello forte per fermare la strage nei luoghi di lavoro
A Cirò Marina un incontro molto partecipato ha acceso i riflettori sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: istituzioni, professionisti e cittadini uniti per chiedere più prevenzione, controlli e tutela della vita dei lavoratori.
Grande partecipazione a Cirò Marina per la tavola rotonda “Lavorare per vivere, non morire lavorando”, un incontro che ha trasformato la sala del Palazzo Porti in una vera assemblea civica dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Avvocati, medici, rappresentanti delle istituzioni, sindacalisti, volontari e cittadini hanno preso parte a un confronto intenso su uno dei temi più urgenti del Paese: la prevenzione degli infortuni e delle morti sul lavoro.
L’iniziativa si è aperta con la lettura di un passo di Kahlil Gibran sul valore umano e sociale del lavoro, seguita dalla proiezione di un video sulla sicurezza nei cantieri edili. Durante il dibattito sono stati presentati dati allarmanti: nel 2025 gli incidenti mortali sul lavoro in Italia hanno sfiorato quota mille, confermando una situazione di emergenza che richiede interventi strutturali.
I relatori hanno affrontato il tema da diverse prospettive: sanitaria, giuridica, sindacale e istituzionale. È stata sottolineata l’importanza della prevenzione, della formazione reale dei lavoratori, del rafforzamento del sistema ispettivo e della diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga imprese, lavoratori e istituzioni. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle malattie professionali, in particolare dei tumori legati all’esposizione a sostanze nocive.
Dal confronto è emersa con chiarezza la necessità di un approccio sistemico fondato su prevenzione, controlli efficaci, formazione consapevole e responsabilità condivise. L’obiettivo è affermare con forza un principio semplice ma fondamentale: il lavoro deve garantire dignità e sicurezza, non diventare una causa di morte.
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Redazione 2

