L’Italia si rimette il Mondiale negli occhi: torna Chiesa, Gattuso lancia la missione playoff
Sono 28 gli azzurri scelti per aprire la corsa ai playoff verso il Mondiale 2026. Rientra Federico Chiesa, mentre tra i volti nuovi spicca Marco Palestra.
Quando si parla di Mondiale, in Italia il passato recente pesa sempre come un macigno. Due esclusioni di fila hanno trasformato ogni qualificazione in una ferita ancora aperta. Ecco perché la lista dei convocati per i playoff non è soltanto una comunicazione tecnica: è l’inizio di una nuova prova collettiva, sportiva ma anche emotiva. La Nazionale arriva a questo appuntamento con un carico che va oltre la partita. L’obiettivo è tornare sulla scena iridata nell’estate 2026, ma il passaggio è stretto e i margini di errore ridotti. Il debutto nei playoff contro l’Irlanda del Nord riapre memorie scomode e obbliga il gruppo a dimostrare di saper reggere pressione, aspettative e storia. Il commissario tecnico Rino Gattuso ha scelto 28 giocatori per avviare la missione playoff verso il Mondiale 2026. L’Italia affronterà giovedì 26 marzo a Bergamo l’Irlanda del Nord; in caso di passaggio del turno, la seconda sfida sarà il 31 marzo in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina. Tra le novità più rilevanti c’è il ritorno di Federico Chiesa, assente dalla Nazionale dall’Europeo 2024. Spicca anche il nome del difensore del Cagliari Marco Palestra, classe 2005, alla sua prima chiamata assoluta. Presenti inoltre nuovi o rientranti come Scalvini e Pisilli, mentre in porta resta fuori Vicario e viene inserito Caprile. Il gruppo costruito da Gattuso prova a tenere insieme esperienza, entusiasmo e ricambio. La convocazione di Chiesa ha un peso simbolico forte: significa riportare dentro uno dei volti più riconoscibili dell’ultimo ciclo azzurro. Allo stesso tempo l’inserimento di giovani come Palestra segnala una linea precisa: l’Italia non vuole solo salvarsi il presente, ma preparare il futuro. Il problema, però, resta immediato: bisogna vincere subito. Ai cittadini calabresi questa notizia interessa perché la Nazionale resta uno dei pochi luoghi sportivi in cui il Paese si guarda come un unico blocco emotivo. Le partite dell’Italia entrano nelle case, nei bar, nelle piazze, nelle discussioni quotidiane. E in una regione che vive il calcio con intensità autentica, la rincorsa al Mondiale non è mai una vicenda lontana.
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Redazione 2
