Made in Italy in Calabria: eccellenza da record, ma manca il capitale umano
Le “4 A” trainano l’economia calabrese con oltre 9mila imprese e forte export, ma la crescita è frenata dalla carenza di lavoratori qualificati.
In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, Confartigianato Imprese Calabria evidenzia il ruolo strategico delle filiere produttive regionali delle “4 A” – Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno, Automazione e meccanica – veri pilastri dell’economia locale. In Calabria si contano 9.513 imprese attive in questi comparti, con oltre 21.600 addetti; di queste, più della metà (5.637) è rappresentata da imprese artigiane, che incidono in modo determinante sull’occupazione e sulla tenuta del sistema produttivo.
La distribuzione territoriale mostra una presenza diffusa: Cosenza guida per numero di imprese, mentre Vibo Valentia si distingue per incidenza economica. Sul fronte internazionale, i risultati sono significativi: nel 2025 l’export delle “4 A” ha raggiunto i 575 milioni di euro, pari al 57,9% delle esportazioni regionali. A trainare è il settore alimentare, seguito da meccanica, moda e arredo. Reggio Calabria si conferma la provincia con il maggior volume di esportazioni, seguita da Cosenza e Catanzaro.
Accanto a questi dati positivi, emerge però una criticità strutturale: la carenza di manodopera qualificata. Le imprese cercano oltre 9mila lavoratori, ma quasi il 46% delle figure risulta difficile da reperire, con picchi nei settori metallurgico, ceramico e del legno.
Come sottolineato dal presidente Salvatore Ascioti, è fondamentale rafforzare il legame tra formazione e impresa, investendo sui giovani per garantire continuità e competitività a un comparto che rappresenta identità, innovazione e sviluppo per la Calabria.
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Redazione 2
