Maestrale, la sentenza che scuote la Calabria: quasi 100 assoluzioni nel maxiprocesso antimafia
Il maxiprocesso Maestrale si chiude con quasi 100 assoluzioni e diverse condanne pesanti, segnando un passaggio giudiziario centrale nella lotta alla ’ndrangheta nel Vibonese.

Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha emesso la sentenza al termine del maxiprocesso nato dalla riunione delle operazioni antimafia Maestrale, Olimpo e Imperium, uno dei procedimenti più rilevanti degli ultimi anni nel panorama giudiziario calabrese. Il processo vedeva coinvolti 183 imputati, mentre la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, rappresentata dai pubblici ministeri Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea, aveva chiesto complessivamente 168 condanne. L’esito ha registrato quasi 100 assoluzioni totali o parziali, ridisegnando in modo significativo il quadro accusatorio.
Tra le assoluzioni più rilevanti figurano quelle dell’ex dirigente dell’Asp di Vibo Valentia Cesare Pasqua, per il quale l’accusa aveva chiesto 14 anni, dell’imprenditore ed ex assessore regionale Francescantonio Stillitani e del fratello Emanuele, oltre agli avvocati Daniela Garisto, Azzurra Pelaggi e Francesco Stilo. Assolti anche Rodolfo Bova, Tomasina Certo e l’imprenditore Raffaele Corigliano.
Parallelamente, il Tribunale ha disposto condanne importanti nei confronti di figure ritenute legate ai vertici criminali del territorio: Giuseppe Accorinti è stato condannato a 12 anni e 7 mesi, Luigi Mancuso a 13 anni e 4 mesi, Alessandro La Rosa a 17 anni e Francesco Barbieri a 13 anni e 9 mesi. Pene pesanti anche per Luigi Barillari, Armando Bonavota, Armando Galati e Pasquale Pititto. La sentenza segna dunque un passaggio cruciale, tra condanne significative e un numero molto alto di assoluzioni.
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Redazione 2

