Si accende una nuova fase giudiziaria nell’ambito del processo “Millennium”, una delle più ampie inchieste coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che punta a far luce su presunti intrecci tra criminalità organizzata e politica attraverso il reato di scambio elettorale politico-mafioso.
Nel corso della requisitoria, l’accusa ha avanzato la richiesta di 15 condanne nei confronti di altrettanti imputati coinvolti, a vario titolo, in un presunto sistema di accordi tra ambienti elettorali e contesti mafiosi. L’impianto accusatorio si inserisce in un’indagine più ampia che, secondo gli inquirenti, avrebbe ricostruito dinamiche di condizionamento del consenso elettorale attraverso il sostegno delle cosche attive sul territorio reggino.
L’inchiesta “Millennium” ha coinvolto diversi mandamenti della provincia di Reggio Calabria e ha portato alla contestazione di reati che spaziano dall’associazione di tipo mafioso al traffico di stupefacenti, fino al controllo di settori economici e alla gestione del consenso politico locale.
Secondo la ricostruzione della Procura, il sistema ipotizzato avrebbe consentito alle organizzazioni criminali di influenzare dinamiche elettorali attraverso promesse di voti e sostegno politico, in cambio di favori e vantaggi amministrativi. L’inchiesta si inserisce nel più ampio quadro delle attività investigative della DDA reggina contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle istituzioni.
Il procedimento prosegue ora verso le successive fasi processuali, in attesa delle decisioni del collegio giudicante sulle richieste avanzate dall’accusa.