Negozi in ritirata, e-commerce in volo: l’Italia perde 96 mila attività
Tra il 2018 e il 2025 l’Italia ha perso oltre 96 mila negozi, mentre crescono fatturato, discount ed e-commerce.
Tra il 2018 e il 2025 il commercio al dettaglio italiano ha perso oltre 96.000 punti vendita, passando da 666.479 a 570.313 esercizi, con una contrazione complessiva del 14,4%. Il dato, contenuto nel rapporto di Confcommercio sul settore, evidenzia un progressivo impoverimento della presenza commerciale sul territorio e rafforza il timore di una crescente desertificazione, soprattutto nei centri minori e nelle aree più fragili.
Le categorie maggiormente colpite sono gli ambulanti, diminuiti del 27,3%, e i piccoli negozi alimentari, in calo del 17,9%. Nonostante la riduzione numerica degli esercizi, la rete commerciale appare però più strutturata e capace di generare un volume d’affari superiore: nello stesso periodo, il fatturato complessivo del settore è aumentato del 25,7%.
La crescita non è stata omogenea. I discount hanno registrato un vero e proprio boom, con un incremento del fatturato del 101,1%, mentre l’e-commerce è avanzato del 41,9%, confermando il cambiamento delle abitudini di acquisto e la crescente centralità dei canali digitali. In difficoltà, invece, gli ipermercati, che hanno perso l’8,4% del fatturato, e il commercio ambulante, in diminuzione del 14,9%.
Il quadro tracciato da Confcommercio descrive quindi un settore in trasformazione: meno negozi fisici, maggiore concentrazione economica e crescita dei modelli distributivi più competitivi. La sfida sarà preservare il presidio commerciale nei territori senza frenare innovazione e modernizzazione.
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Redazione 2
