Pasqua alla pompa, il conto fa paura: gasolio oltre 2,13 euro e stangata da 1,3 miliardi
I prezzi dei carburanti salgono ancora: la benzina self raggiunge 1,777 euro al litro, il gasolio 2,130. Per le festività pasquali viene stimato un impatto complessivo da oltre 1,3 miliardi sui rifornimenti.
C’è una soglia oltre la quale il carburante smette di essere un costo fisiologico e diventa un problema collettivo. La Pasqua 2026 rischia di superarla. I prezzi della benzina e soprattutto del gasolio tornano infatti a correre in un momento in cui gli italiani si preparano a spostarsi, viaggiare e fare i conti con una mobilità sempre più cara. Le festività accentuano tutto: consumi, percezione pubblica, sensibilità sui prezzi. Per questo il rincaro dei carburanti pesa ancora di più. E il problema non riguarda solo l’automobilista che fa il pieno, ma l’intera filiera economica che si muove su gomma: trasporti, logistica, turismo, merci e distribuzione. Le rilevazioni diffuse oggi indicano la benzina self a 1,777 euro al litro e il gasolio a 2,130 euro. Parallelamente viene stimata una stangata complessiva da 1,3 miliardi sui rifornimenti legati alle festività pasquali. Il gasolio risulta particolarmente colpito, con un differenziale molto significativo rispetto allo scorso anno, segnale di una pressione che si sta scaricando in modo sempre più evidente sui consumatori. Se il trend continuerà, il costo dei carburanti non resterà confinato alle pompe. Si estenderà a trasporti commerciali, filiere alimentari, vacanze, prezzi finali e percezione complessiva del costo della vita. È il tipico meccanismo che trasforma una tensione energetica in un problema economico diffuso. La notizia interessa i cittadini calabresi perché in Calabria il peso dell’auto privata e dei collegamenti su gomma resta altissimo. Quando benzina e gasolio salgono, la regione paga più di altre: nei rifornimenti, nella spesa, nei trasporti, nella distribuzione delle merci e nella quotidianità di famiglie e imprese.
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Redazione 2
