Pressione USA sui medici cubani in Calabria: critiche e solidarietà internazionale
La visita del diplomatico USA Mike Hammer e la richiesta di rivedere la presenza dei medici cubani in Calabria ha scatenato critiche per presunta ingerenza diplomatica, mentre la Regione difende il loro ruolo centrale nella sanità locale.
Negli ultimi giorni è salito alla ribalta nazionale e internazionale un confronto diplomatico tra gli Stati Uniti e la Regione Calabria sulla presenza dei medici cubani nel sistema sanitario locale. Il diplomatico statunitense Mike Hammer, incaricato d’Affari degli USA a Cuba, ha incontrato il presidente della Regione Roberto Occhiuto per discutere della missione sanitaria cubana e, secondo fonti internazionali, per sollecitare una revisione del programma che ha portato centinaia di medici dell’isola caraibica a operare negli ospedali calabresi, cruciali per affrontare la cronica carenza di personale medico.
La presenza dei professionisti cubani, iniziata nel 2022 nell’ambito di un accordo di cooperazione sanitaria, è considerata da molti calabresi un contributo fondamentale per mantenere aperti reparti e pronto soccorso, in un territorio dove il sistema sanitario soffre da anni per la carenza di organico. In risposta alle sollecitazioni di Washington, Occhiuto ha ribadito la necessità di tutelare il diritto alle cure dei cittadini e ha difeso l’importanza della cooperazione con Cuba, pur confermando di voler esplorare ulteriori opzioni di reclutamento internazionale di medici da altri paesi.
La notizia ha suscitato reazioni di critica verso quello che alcuni definiscono un intervento ingiustificato nella politica sanitaria regionale e un tentativo di interferenza diplomatica nella gestione autonoma di un servizio pubblico essenziale. Allo stesso tempo, emerge un sentimento di apprezzamento verso il contributo solidale dei medici cubani, visti come protagonisti di una cooperazione sanitaria fraterna in una fase di forte difficoltà del sistema sanitario calabrese.
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Redazione 2

