“Prisoners Tax”, svolta in Appello: cade l’accusa più grave per Sergio Scicchitano
Nel processo “Prisoners Tax” cade l’accusa associativa per Sergio Scicchitano, assolto dal narcotraffico; resta la condanna per singoli episodi di spaccio.
Nuovo passaggio giudiziario nell’ambito dell’operazione antidroga “Prisoners Tax”, l’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che, nel 2019, portò all’arresto di numerose persone accusate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio ed estorsioni nel comprensorio del Soveratese.
La Corte d’Appello di Catanzaro, Terza Sezione Penale, pronunciandosi in sede di rinvio dopo l’annullamento disposto dalla Corte di Cassazione, ha assolto Sergio Scicchitano dal reato associativo contestato al capo 1 dell’imputazione, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La decisione rappresenta un passaggio di particolare rilievo, poiché esclude la partecipazione dell’imputato all’associazione finalizzata al narcotraffico ipotizzata dall’accusa.
Scicchitano, difeso dall’avvocato Pietro Chiodo, resta invece responsabile per i residui episodi di spaccio contestati. Per tali fatti, la Corte ha rideterminato la pena in 4 anni e 10 mesi di reclusione e 20mila euro di multa.
L’operazione “Prisoners Tax”, eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Soverato nel luglio 2019, aveva ipotizzato l’esistenza di una struttura criminale attiva tra San Sostene, Davoli, Gasperina e Montepaone, dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana.
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Redazione 2