Referendum sullo Statuto Calabria bloccato: esplode lo scontro politico in Consiglio regionale
Bloccato l’iter del referendum sulla riforma dello Statuto della Regione Calabria richiesto da sette consiglieri di opposizione. Si apre uno scontro politico e istituzionale sul diritto dei cittadini a esprimersi direttamente sulle modifiche statutarie.

Si accende il confronto politico e istituzionale in Regione Calabria dopo il mancato avvio dell’iter relativo alla richiesta di referendum popolare sulla riforma dello Statuto regionale. Protagonisti della vicenda sette consiglieri regionali di opposizione – Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Falcomatà, Giuseppe Ranuccio, Enzo Bruno, Elisabetta Barbuto e Francesco De Cicco – che hanno formalmente depositato presso il Segretariato generale del Consiglio regionale l’istanza prevista dall’articolo 123 della Costituzione per sottoporre ai cittadini la legge regionale n. 9 del 3 marzo 2026, contenente modifiche allo Statuto della Regione Calabria.
La richiesta, sostenuta da tutte le forze di minoranza presenti in Consiglio, puntava ad attivare uno strumento di partecipazione democratica previsto dall’ordinamento costituzionale, consentendo ai cittadini calabresi di esprimersi direttamente su modifiche ritenute rilevanti per l’assetto istituzionale regionale. Tuttavia, a seguito delle verifiche tecniche effettuate dagli uffici del Segretariato generale, l’iter è stato dichiarato non avviabile sulla base della normativa regionale vigente.
Una decisione che l’opposizione interpreta come una limitazione del diritto democratico e della partecipazione popolare. Secondo i consiglieri firmatari, il contrasto tra prerogativa costituzionale e norme regionali apre un delicato nodo istituzionale e politico sul rapporto tra cittadini e istituzioni.
La vicenda è destinata ora a proseguire anche fuori dalle sedi istituzionali. Le opposizioni hanno infatti annunciato iniziative di mobilitazione pubblica e la prossima presentazione di una proposta di legge d’iniziativa popolare, con l’obiettivo dichiarato di restituire ai cittadini la possibilità di pronunciarsi sulle modifiche statutarie approvate dal Consiglio regionale.
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Redazione 2
