Reggio Calabria, giovane arrestato per atti persecutori in un centro di accoglienza: tensione e paura tra gli operatori
Un giovane extracomunitario è stato arrestato nel Reggino con l’accusa di atti persecutori nei confronti di un’assistente sociale e degli operatori di una struttura di accoglienza per minori, dopo reiterate condotte intimidatorie.
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Locri nei confronti di un giovane cittadino extracomunitario, gravemente indiziato del reato di atti persecutori all’interno di una struttura di accoglienza per minori stranieri non accompagnati situata nel territorio del Reggino.
L’indagine, condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bovalino e coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri, ha ricostruito un quadro caratterizzato da comportamenti ripetuti di natura intimidatoria e vessatoria, rivolti non solo alla principale persona offesa — un’assistente sociale — ma anche ad altri operatori del centro.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tali condotte avrebbero generato un clima di forte tensione e insicurezza all’interno della struttura, al punto da incidere sul normale svolgimento delle attività quotidiane e determinare, in alcuni casi, la decisione di diversi dipendenti di lasciare il servizio per timore di ulteriori episodi aggressivi.
Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la misura cautelare in carcere, eseguita dalla Polizia di Stato, che ha quindi trasferito il giovane in istituto penitenziario. L’episodio si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto alle forme di violenza e stalking nei confronti degli operatori dei servizi di accoglienza.
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Redazione 2

