Reggio Calabria, telefonata e paura in pieno centro: allarme bomba vicino alla residenza
Una telefonata alla Questura ha fatto scattare un allarme bomba in via Roma, a Reggio Calabria. La polizia ha bloccato il traffico e fatto evacuare la zona attorno alla residenza universitaria; i primi accertamenti sono risultati negativi.

Basta una telefonata per congelare un centro cittadino. A Reggio Calabria il cuore della città è finito per ore dentro un corridoio di tensione dopo una segnalazione che parlava della presenza di un ordigno. Gli allarmi bomba, anche quando si rivelano infondati, hanno un impatto immediato sulla sicurezza percepita. Coinvolgono viabilità, attività commerciali, studenti, residenti e forze dell’ordine. In una città come Reggio, dove il centro ospita luoghi simbolici e ad alta frequentazione, un episodio del genere produce inevitabilmente una forte ondata di apprensione. Secondo quanto ricostruito, ignoti hanno telefonato in Questura segnalando la presenza di un ordigno in via Roma, nella zona della residenza universitaria, a poche centinaia di metri da piazza De Nava e dal Museo archeologico nazionale che ospita i Bronzi di Riace. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, che ha bloccato il traffico e disposto l’evacuazione dell’area per consentire i controlli. I primi accertamenti sono risultati negativi, ma l’episodio ha comunque imposto un dispositivo di sicurezza immediato e visibile. Resta da capire la provenienza della chiamata e se ci siano elementi per risalire all’autore della segnalazione. Nei casi di falsi allarmi, oltre all’allarme sociale, resta anche il costo operativo di mezzi, uomini e procedure attivate in emergenza. La notizia interessa i cittadini calabresi perché tocca il tema della sicurezza urbana in uno dei punti più sensibili di Reggio. Anche quando l’allarme rientra, il messaggio resta netto: il sistema di risposta deve essere rapido, ma il territorio non può abituarsi alla paura come normalità.
Written by
Redazione 2


