Ricettazione, il Tribunale di Catanzaro assolve l’imputato: il PM aveva chiesto cinque anni di carcere
Decisiva la ricostruzione dei filmati di videosorveglianza, analizzati anche con il supporto dell’intelligenza artificiale. Il giudice ha assolto l’uomo con la formula «per non aver commesso il fatto».

Si è concluso con una piena assoluzione il procedimento penale a carico di V.E., imputato per ricettazione e indebito utilizzo di carta di pagamento. Per lui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione e 1.750 euro di multa.
Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe effettuato un rifornimento di carburante utilizzando un'erogazione già attivata attraverso la carta di credito di un'altra persona, che successivamente ne aveva denunciato lo smarrimento.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Maria Valeria Ferrara e Luca De Nardo dello Studio Legale Porto, ha ricostruito la vicenda attraverso un'attenta analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del distributore.
Particolarmente importante è stato anche il supporto delle nuove tecnologie e degli strumenti di intelligenza artificiale utilizzati per esaminare i filmati e ricostruire la sequenza degli eventi.
Gli elementi raccolti, insieme alla documentazione prodotta e alle testimonianze ascoltate durante il dibattimento, hanno consentito di evidenziare l'estraneità dell'imputato rispetto ai fatti contestati.
Il giudice ha quindi accolto le argomentazioni della difesa, pronunciando sentenza di assoluzione con la formula «per non aver commesso il fatto».
Si chiude così una complessa vicenda giudiziaria con il riconoscimento dell'innocenza dell'imputato.
La vicenda mette inoltre in evidenza il ruolo che le nuove tecnologie, compresa l'intelligenza artificiale, possono assumere nell'attività difensiva e nella ricostruzione dei fatti, quando vengono utilizzate con metodo e rigore.
Written by
Editor 5


