“Riesame conferma il carcere per l’omicidio Zupo: resta saldo l’impianto accusatorio nelle Preserre vibonesi”
Il Riesame conferma il carcere per l’omicidio Zupo, rafforzando l’impianto accusatorio della DDA nel contesto delle faide di ‘ndrangheta nelle Preserre vibonesi.

Il Tribunale del Riesame ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta legata all’omicidio di Antonino Zupo, episodio inserito nel più ampio contesto delle dinamiche criminali riconducibili alla ‘ndrangheta nelle Preserre vibonesi. La decisione dei giudici rafforza l’impianto accusatorio già delineato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ricostruisce una complessa faida tra gruppi contrapposti per il controllo del territorio.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’omicidio Zupo si inserisce in una lunga stagione di scontri tra le cosche operanti nell’area delle Preserre, caratterizzata da una forte contrapposizione tra gruppi storicamente rivali e da una serie di episodi violenti che hanno segnato il territorio nel corso degli anni. Il Riesame ha quindi ritenuto solide le evidenze raccolte dagli investigatori, confermando la gravità indiziaria a carico degli indagati e la necessità della misura cautelare in carcere.
L’inchiesta, che comprende anche altri episodi omicidiari collegati alla stessa rete criminale, si inserisce nel quadro di una più ampia attività investigativa volta a ricostruire assetti, responsabilità e dinamiche interne ai gruppi mafiosi attivi nella provincia di Vibo Valentia. Le contestazioni riguardano anche l’aggravante del metodo mafioso, riconducibile al contesto di controllo del territorio e alle strategie di sopraffazione tra clan.
La decisione del Riesame rappresenta un ulteriore passaggio giudiziario significativo, che consolida il lavoro investigativo e mantiene alta l’attenzione sulle dinamiche criminali nelle aree interne della Calabria.
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Redazione 2

