Riesame, nuovo ordine di carcere per Ciliberti nell’inchiesta sugli appalti
Accolto l’appello della Dda di Catanzaro: la misura non sarà però eseguita prima della definitività del provvedimento

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto l’appello della Direzione distrettuale antimafia e disposto nuovamente la custodia cautelare in carcere per Giuseppe Ciliberti, indagato nell’inchiesta sui presunti tentativi di estorsione ai danni di imprenditori impegnati in lavori pubblici tra Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo. La decisione è stata resa nota l’8 settembre 2026.
La decisione del Riesame
Il provvedimento modifica la precedente ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari aveva sostituito il carcere con gli arresti domiciliari in un’abitazione fuori dalla Calabria, accompagnati dal controllo attraverso braccialetto elettronico. Il Riesame ha invece accolto le richieste della Dda, ritenendo non sufficiente la collocazione fuori regione a fronte delle esigenze cautelari valutate nel procedimento.
Il ritorno in carcere, tuttavia, non è immediato. L’esecuzione della nuova misura resta sospesa fino a quando l’ordinanza non sarà diventata definitiva. La decisione potrà quindi essere sottoposta al giudizio della Corte di Cassazione, secondo quanto previsto nella fase cautelare.
Un procedimento ancora in corso
L’inchiesta riguarda due presunti episodi di tentata estorsione contestati nell’ambito di lavori pubblici tra i due comuni del Cosentino. Nei confronti di Ciliberti resta contestata l’aggravante del metodo mafioso, mentre una precedente decisione cautelare aveva escluso l’aggravante relativa all’agevolazione di una specifica associazione mafiosa.
Il nuovo provvedimento riguarda esclusivamente la fase cautelare e non equivale a una dichiarazione di responsabilità. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del procedimento e Ciliberti resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
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Redazione 4


