Ristorazione, i conti tornano solo a metà: 100 miliardi di consumi ma il settore non ha ancora chiuso la ferita
Il comparto cresce, ma resta sotto i livelli pre-Covid e continua a perdere imprese. I numeri raccontano un’Italia che torna a spendere fuori casa, ma senza aver davvero risolto le fragilità del settore.

Mangiare fuori è da sempre uno dei termometri più sinceri dell’economia italiana. Quando il settore della ristorazione si muove, racconta insieme consumi, fiducia, turismo, lavoro e capacità di spesa delle famiglie. I nuovi dati mostrano un comparto che cresce ancora, ma senza aver completamente recuperato il terreno perduto. È una ripartenza, sì, ma con le cicatrici ancora ben visibili. La ristorazione è una delle grandi industrie diffuse del Paese: migliaia di piccole e medie attività, forte esposizione ai costi energetici, al prezzo delle materie prime e alla disponibilità di personale. Per questo anche oscillazioni apparentemente minime nei dati di settore assumono un significato molto concreto. Un decimale in più o in meno qui può voler dire centinaia di attività in affanno. Secondo il Rapporto Ristorazione 2026, nel 2025 il valore aggiunto del settore è salito a 59,3 miliardi di euro, con un incremento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. I consumi hanno raggiunto 100 miliardi, anch’essi in aumento dello 0,5% sul 2024. Il dato, però, resta ancora inferiore del 5,4% ai livelli pre-Covid. Le imprese attive sono 324.436, in calo dell’1% rispetto all’anno precedente. Il quadro suggerisce che il settore stia reggendo, ma senza avere ancora ritrovato una piena stabilità strutturale. La domanda c’è, la voglia di consumo fuori casa resta forte, ma la base imprenditoriale continua a restringersi. E questo, nel medio periodo, può tradursi in meno varietà, più concentrazione e maggiore fragilità per le realtà più piccole. La notizia interessa i cittadini calabresi perché la ristorazione, in Calabria, è lavoro, turismo, filiera agricola e identità territoriale. Capire se il comparto cresce davvero o resiste soltanto significa capire anche quanto siano solide le economie locali che vivono di accoglienza e consumo di prossimità.
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Redazione 2
