Sangineto, morte di Antonio Perrotta: un fratello resta in carcere, l’altro torna libero
Il Gip riqualifica l’accusa nei confronti di Domenico Orsino in omicidio preterintenzionale. Scarcerato Umberto: per il giudice non avrebbe partecipato alla condotta violenta

SANGINETO (CS) – Cambia il quadro giudiziario dell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta, il 33enne deceduto in seguito alle gravi ferite riportate durante una colluttazione avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 agosto davanti alla discoteca “Il Castello” di Sangineto. Il Gip del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Domenico Orsino, 22 anni, e la scarcerazione del fratello Umberto, di 24 anni.
L’accusa riqualificata
La decisione è arrivata dopo gli interrogatori di garanzia e l’esame degli elementi raccolti durante le indagini. Il giudice non ha convalidato il fermo disposto dai Carabinieri l’11 agosto nei confronti dei due fratelli, ritenendo non sufficientemente dimostrato il pericolo di fuga.
Per Domenico Orsino, tuttavia, è stata applicata la misura cautelare in carcere. L’originaria ipotesi di omicidio volontario in concorso è stata riqualificata dal Gip in omicidio preterintenzionale. La permanenza in carcere sarebbe motivata dalla gravità dei fatti contestati e dal rischio di reiterazione.
La ricostruzione della colluttazione
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, la lite sarebbe iniziata per questioni legate all’accesso al locale e sarebbe successivamente proseguita all’esterno, nei pressi delle transenne. Antonio Perrotta sarebbe stato raggiunto da un pugno nella zona del volto, cadendo a terra e battendo violentemente la testa.
Il 33enne era stato trasportato prima all’ospedale di Cetraro e successivamente all’Annunziata di Cosenza, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Le sue condizioni, però, si erano rivelate troppo gravi. Gli accertamenti sanitari avevano evidenziato un ematoma epidurale acuto e una frattura della base cranica.
La posizione di Umberto Orsino
Nel corso dell’interrogatorio, Umberto Orsino avrebbe indicato il fratello Domenico come autore del colpo che avrebbe determinato la caduta di Perrotta. Secondo il Gip, dagli atti non sarebbero emersi elementi sufficienti per attribuire al 24enne una partecipazione attiva all’aggressione.
I due fratelli, originari di Belvedere Marittimo e residenti in Lussemburgo, sono assistiti dagli avvocati Alessandro Gaeta e Francesco Gelsomino. Le responsabilità dovranno essere definitivamente accertate nel prosieguo del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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