Sanità calabrese, il paradosso dei fondi: milioni ai privati mentre i cittadini restano in lista d’attesa
L’articolo denuncia il contrasto tra le ingenti risorse destinate ai privati per l’elisoccorso e le gravi difficoltà dei cittadini calabresi nell’accesso a visite, cure e servizi territoriali.
L’articolo pone al centro una dura riflessione sulla gestione della sanità calabrese, evidenziando quello che viene definito un profondo paradosso economico, sociale e istituzionale. A partire dalla delibera n. 849 del 17 giugno 2026 dell’ASP di Cosenza, viene richiamata la liquidazione di oltre 5 milioni di euro per tre mesi di servizio di elisoccorso, corrispondenti a circa 55mila euro al giorno destinati a un raggruppamento di società private con sede in Lombardia.
Secondo l’autore, questa cifra, proiettata su base annua, raggiungerebbe circa 20 milioni di euro: risorse che avrebbero potuto essere investite nel rafforzamento della sanità territoriale, nell’assunzione di medici, infermieri e personale dedicato all’emergenza-urgenza. Il testo denuncia inoltre la progressiva demedicalizzazione delle ambulanze e il ricorso a mezzi su gomma usati, provenienti dalla Lombardia, ritenuti simbolo di una gestione subalterna e penalizzante per il territorio calabrese.
Il nodo più critico resta però il divario tra spesa pubblica e accesso reale alle cure: mentre ingenti somme vengono destinate a servizi privati, i cittadini calabresi continuano a confrontarsi con liste d’attesa estremamente lunghe, anche per visite oncologiche. L’articolo si chiude con un appello alla restituzione delle risorse alla sanità pubblica territoriale e al ripristino di un sistema più equo.
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Redazione 2


