Scarcella scrive all’Antimafia: «Quali tutele per me e la mia famiglia?»
La sindaca di Gioia Tauro chiede un’audizione alla Commissione parlamentare Antimafia dopo due intimidazioni denunciate e sollecita chiarimenti sulle misure di protezione

La sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, ha reso pubblica domenica 6 settembre 2026 una lettera inviata alla presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, chiedendo di essere ascoltata e di conoscere quali misure di tutela siano state predisposte per lei e per la sua famiglia dopo due intimidazioni che afferma di avere denunciato.
La richiesta alla Commissione Antimafia
Nella missiva, Scarcella chiede che la vicenda venga portata all’attenzione del Parlamento e sollecita un intervento istituzionale per chiarire le forme di protezione previste nei suoi confronti e per i familiari.
La sindaca ricostruisce due episodi. Il primo risalirebbe al dicembre 2025, quando nella sua abitazione sarebbe stata recapitata una busta contenente sette proiettili. Il secondo sarebbe avvenuto il 25 agosto scorso, con una lettera anonima contenente minacce rivolte ai figli e al cane della prima cittadina. L’episodio del 25 agosto era stato denunciato ai carabinieri.
Si tratta della ricostruzione fornita dalla stessa sindaca: l’identità degli autori e l’eventuale matrice delle intimidazioni restano oggetto degli accertamenti delle autorità competenti.
Il confronto sulle misure di tutela
Scarcella riferisce inoltre di avere scritto alla Prefettura di Reggio Calabria il 26 agosto per chiedere l’attivazione delle forme di tutela previste dalla legge. La sindaca contesta di non avere ricevuto comunicazioni dirette sulle decisioni assunte.
Sul fronte istituzionale, la Prefettura aveva già comunicato lo svolgimento di una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, alla presenza anche del Procuratore della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, durante la quale sono state valutate e adottate le misure ritenute opportune. La Prefettura ha inoltre sottolineato che resta elevata l’attenzione sul Comune di Gioia Tauro.
La vicenda si inserisce anche nel più ampio contesto della commissione di accesso antimafia insediata al Comune di Gioia Tauro nell’aprile scorso. Si tratta, tuttavia, di un procedimento distinto rispetto agli accertamenti sulle intimidazioni.
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Redazione 4


